Dopo anni di permanenza nei depositi, alcune tra le più importanti sculture della collezione del museo tornano a mostrarsi a partire da oggi 16 giugno, pulite e restaurate, collocate lungo il percorso espositivo in rapporto alle opere dei grandi autori, in un riallestimento ideato dagli storici dell’arte della Pinacoteca. Il progetto aspira a ricreare lo spirito originario dell’Accademia di Belle Arti, dove pittura e scultura convivevano e dialogavano tra loro.

-Riportarle nelle sale, significa ricostruire relazioni, contesti e percorsi di lettura che arricchiscono l’esperienza di visita. I busti, le erme e le opere che tornano oggi esposte consentono di riscoprire la Pinacoteca come luogo in cui le arti convivono e si raccontano reciprocamente, secondo lo spirito dell’Accademia da cui il museo ha avuto origine. Questa iniziativa rappresenta inoltre l’avvio di un più ampio programma di valorizzazione delle opere conservate nei depositi del museo: un patrimonio che sarà progressivamente messo in luce attraverso nuove esposizioni permanenti e approfondimenti tematici, anche mediante mostre e progetti di studio che saranno sviluppati nei prossimi mesi.– dichiara Luigi Gallo, direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna.

Le opere da non perdere già visibili da oggi

I primi capolavori a uscire dai depositi sono tre, posizionati in punti strategici del percorso:

  • Il busto del Guercino (c. 1660): Una terracotta di Fabrizio Arrigucci che ritrae il maestro centese (probabilmente dal vero nei suoi ultimi anni). Si trova nella sala dedicata alla sua pittura, proprio di fronte ai suoi quadri.
  • Il busto di Muzio Frangipane (1637-1638): Un’opera straordinaria in terracotta di Alessandro Algardi (unico pezzo dell’artista posseduto dal museo), posizionato accanto alla celeberrima Strage degli innocenti di Guido Reni.
  • La “Madonna col Bambino” di Marco Palmezzano (1506/1513): Una piccola tavola che riemerge dai depositi per arricchire la sezione del Rinascimento, in dialogo con le opere di Cima da Conegliano, Perugino, Francesco Francia e Lorenzo Costa. Si tratta di una testimonianza unica del Rinascimento forlivese in pinacoteca che apparteneva ad una più grande pala d’altare andata perduta.

Cosa vedremo nei prossimi mesi

Il progetto non si ferma qui. Nei prossimi mesi il percorso del museo si arricchirà ulteriormente attraverso:

  • Il ritratto in gesso di Gaetano Gandolfi (realizzato da Giacomo De Maria nel 1802 per la tomba del pittore), che troverà spazio nel corridoio del Barocco.
  • Le tre erme dei Carracci (Ludovico, Agostino e Annibale, fondatori dell’omonima Accademia nel 1582), realizzate nell’Ottocento da diversi scultori dell’Accademia, che accoglieranno i visitatori all’ingresso del Salone degli Incamminati.
  • Il Ritratto di gentildonna di Annibale Carracci, un dipinto giovanile datato tra il 1583 e il 1584, recentemente riattribuito al maestro che andrà a impreziosire il corridoio dei ritratti barocchi a fianco del Ritratto della Famiglia Tacconi di Ludovico Carracci e del Ritratto della madre di Guido Reni. L’opera aggiunge così un tassello alla raccolta della ritrattistica carraccesca del museo.

Il nuovo percorso espositivo con le sculture ritrovate è visitabile da oggi, 16 giugno, nei normali orari di apertura della Pinacoteca Nazionale di Bologna (Via delle Belle Arti, 56)

ORARI DI APERTURA:

dalle ore 9-19 da martedì a domenica e festivi (lunedì chiuso). Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.

BIGLIETTI:

Intero: € 12,00
Ridotto giovani dai 18 ai 25 anni: € 2,00
Carta del merito e Carta cultura giovani: € 2,00

L’ingresso è gratuito ai minori di 18 anni, possessori della Card Musei Metropolitani, possessori della Bologna Welcome Card, e ogni prima domenica del mese (giornata ministeriale Domenica al Museo)