Sabato 13 giugno 2026, le strade di Bologna tornano terreno di lotta e orgoglio in occasione del Rivolta Pride. La manifestazione, organizzata dall’omonima rete cittadina che riunisce collettivi, associazioni e persone della comunità LGBTQIAP+, si propone non solo come un momento di celebrazione, ma come uno spazio fondamentale per dare voce a bisogni materiali, desideri e tutele.
Come sottolineano gli stessi organizzatori, non si tratterà di una semplice sfilata, bensì di un atto di visibilità, libertà e forte rivendicazione collettiva per i diritti di tutte e tutti.
Le rivendicazioni del Rivolta Pride 2026
Al centro delle rivendicazioni che verranno portate in piazza sabato 13 c’è la condanna del genocidio che Israele sta compiendo contro il popolo palestinese, oltre agli attacchi del governo alla genitorialità queer e all’autodeterminazione delle persone trans*. Il Rivolta Pride lancia il suo nuovo documento politico e annuncia il corteo cittadino che attraverserà Bologna al grido di: “Le frocie lo sanno da che parte stare: No Pride in Genocide, Free Palestine!”.
Tutte le realtà promotrici rivendicano un Pride apertamente politico, che intreccia le lotte LGBTQIA+ con quelle contro la guerra, il razzismo, la repressione, la precarietà e le disuguaglianze sociali. Al centro della manifestazione di quest’anno c’è ancora la solidarietà con il popolo palestinese e la denuncia del pinkwashing, ovvero l’utilizzo strumentale dei diritti LGBTQIA+ da parte di Israele per legittimare politiche coloniali, militari e discriminatorie.
Il Rivolta Pride denuncia anche le condizioni sempre più difficili in cui vivono le persone trans* e non binarie in Italia a causa dell’offensiva politica e culturale contro tutte le soggettività non conformi: dalle restrizioni all’accesso ai percorsi di affermazione di genere, fino alle recenti norme che limitano i progetti di educazione sessuo-affettiva nelle scuole (legge Valditara), strumenti fondamentali di prevenzione della violenza di genere e dell’omolesbobitransfobia.
Tra i temi centrali del Rivolta Pride 2026 c’è anche la difesa della sanità pubblica e universale, l’accesso alla PrEP e alla prevenzione dell’HIV, il diritto alla salute sessuale, il sostegno alle famiglie omogenitoriali, il matrimonio egualitario, il riconoscimento di tutte le forme familiari e la richiesta di superare le norme che discriminano le persone LGBTQIA+ nei percorsi di genitorialità, soprattutto quelle sulla GPA.
Il Rivolta Pride vuole portare in piazza anche le questioni della casa, del lavoro, della giustizia climatica e della gentrificazione che stanno rendendo Bologna sempre più inaccessibile per le persone giovani, precarie, migranti e soggettività LGBTQIA+. Infine c’è una forte critica alle recenti politiche securitarie e ai cosiddetti “decreti sicurezza”, considerati un attacco alle libertà civili, al diritto di manifestare e alle vite delle persone migranti.
Rivolta Pride, corteo accessibile attraverso la città
Il Rivolta Pride prenderà il via nel cuore verde di Bologna. Il concentramento dei partecipanti è previsto ai Giardini Margherita in una finestra temporale che va dalle ore 15.30 alle 16.00. L’attesa e i preparativi culmineranno alle 17.00, momento in cui il grande corteo si metterà ufficialmente in marcia.
Il tracciato, lungo circa tre chilometri e garantito come completamente accessibile, attraverserà alcuni dei luoghi più nevralgici della viabilità cittadina.
Il corteo farà il suo ingresso nel centro storico varcando Porta Santo Stefano, per poi snodarsi lungo via Santo Stefano e via Dante. Da lì, la mobilitazione svolterà verso nord procedendo sui viali di circonvallazione: viale Carducci, viale Ercolani e viale Filopanti. Superata Porta San Donato, la manifestazione imboccherà via Irnerio per giungere infine al traguardo fissato al Parco della Montagnola, con accesso previsto dalla seconda rampa.
La mobilitazione diventa festa: l’afterparty
L’energia e l’impegno politico della giornata non si esauriranno con l’arrivo in Montagnola. Lo spirito di comunità si sposterà infatti nella notte bolognese. Numerosi i party organizzati da varie realtà che devolveranno una parte dell’incasso al Rivolta Pride. Sui social (ig) del Rivolta Pride è presente un elenco in aggiornamento degli eventi che contribuiscono al Pride tramite donazioni.
ASCOLTA L’INTERVISTA AGLI ORGANIZZATORI:







