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Visto per voi al Biografilm 2026: The Good Body – Giuseppe Bertolucci Walking with Eve Ensler di Luisa Grosso

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Ha introdotto la proiezione Rula Jebreal giornalista palestinese che ha portato l’attenzione sul corpo delle donne palestinesi che sono le cavie per una futura oppressione che è iniziata lì ma che se non facciamo qualcosa si estenderà a noi. Rula ha parlato del corpo delle donne come battaglia del futuro, di come Trump abbia mortificato la donna che lo ha accusato di stupro e del rifiuto a partecipare a eventi dove la presenza maschile è schiacciante. Un emozionante preambolo per un emozionante film.

Vi ricorda qualcosa I monologhi della vagina”? Si tratta dell’opera più nota di Eve Ensler che successivamente ha scritto The Good Body” rappresentato a Napoli con il titolo di “Good Body – Il corpo giusto”. Il film è la trasposizione cinematografica di quell’evento realizzato da Giuseppe Bertolucci portato in scena in vari luoghi come gallerie d’arte e musei oltre che teatri insieme a Nicoletta Billi, produttrice e Luisa Grosso, regista. Prima di tutto un ringraziamento è dovuto alla volontà di preservare la memoria di uno spettacolo di una forza prorompente, un lavoro non solo di grande profondità ma anche divertente e coinvolgente. Le protagoniste che solo in parte sono attrici reali nella  vita tra cui Tita Ruggeri e Angela Baraldi, esprimono le loro ossessioni riguardo al corpo che sono quelle di quasi tutte le donne, lo fanno con una grande ironia che nulle toglie al dolore. In genere non amo molto i film a sfondo teatrale ma attraverso alcuni accorgimenti della regista la fruizione risulta più cinematografica e per nulla statica, i 64 minuti in totale sembrano volare grazie alla capacità della regista di sapere cogliere le scene più rappresentative e mai ridondanti tratte dal materiale girato assai più corposo. Il corpo delle donne, che spesso martoriamo per inseguire ideali estetici imposti dalla spietatezza di un sistema che costruisce gabbie di infelicità, questo corpo che è l’unico che abbiamo è quello che dobbiamo amare.

Laure de Lauris