Sono arrivati martedì scorso a Bologna i sette tra studentesse e studenti provenienti da Gaza giunti in Italia attraverso il canale aperto dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui). Si tratta di 2 studenti e 5 studentesse del Dipartimento di Matematica e di Ingegneria, che avevano fatto domanda a dicembre. Dopo un iter e un’attesa di mesi, sono finalmente riusciti ad arrivare.
«Hanno dovuto lasciare Gaza solamente col vestito che indossavano», racconta ai nostri microfoni Giovanna Citti, docente di Matematica all’Università di Bologna che ha seguito tutto l’iter burocratico per far lasciare l’orrore di Gaza ai sette.

Da Gaza all’Università di Bologna, sette studenti giunti in città

Le sette studentesse e studenti fanno parte di un gruppo più ampio, composto da un centinaio di studenti delle Università e una cinquantina del conservatorio che, attraverso il Ministero degli Esteri italiano e l’iniziativa della Crui avevano la possibilità di lasciare Gaza e venire in Italia in diversi Atenei.
«Ci sarebbe stata anche una studentessa con una figlia di tre anni – racconta con la voce commossa Citti – ma non ha potuto lasciare Gaza perché non poteva lasciare la piccola».
A Bologna le studentesse e gli studenti gazawi sono temporaneamente ospitati in strutture private, in attesa che a giugno si liberino posti negli studentati dell’Unibo.

Nel lasciare Gaza, i sette non hanno potuto portare valige, smartphone o pc, ma hanno dovuto uscire semplicemente con il vestito che indossavano.
Per provvedere alle necessità che hanno, dunque, è stata lanciato un crowdfunding intitolato “Dare Futuro: da Gaza all’Università di Bologna”. L’obiettivo è di raccogliere 35mila euro per provvedere alle necessità basilari, come vestiti, scarpe, libri, materiale didattico e il pagamento delle tasse universitarie.
«Ora probabilmente li aiuteremo a presentare domanda di asilo, in modo che possano non pagare le tasse universitarie», sottolinea la docente.

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