Sarà un Primo Maggio all’insegna del “lavoro dignitoso” quello organizzato da Cgil, Cisl e Uil in Piazza Maggiore a Bologna, cuore della celebrazione bolognese della Festa dei lavoratori. Al centro, il ricordo di chi ha perso la vita sul lavoro, la denuncia del lavoro povero e il rilancio di nuove battaglie sindacali, a partire dalla settimana corta.
«Se 120 anni fa si conquistavano le otto ore e 50 anni fa la settimana di cinque giorni, oggi dobbiamo lottare per quella di quattro giorni a parità di salario», afferma Michele Bulgarelli, segretario della Cgil di Bologna. Una proposta che si inserisce nella trasformazione in atto nel mondo produttivo, segnata dall’avanzata dell’intelligenza artificiale: «Deve essere al servizio di chi lavora, non dei grandi tecnocrati».
Il lavoro dignitoso al centro del Primo Maggio a Bologna
La mattina sarà dedicata agli interventi istituzionali e sindacali. Attesi i saluti del sindaco Matteo Lepore e del cardinale Matteo Zuppi, insieme ai comizi dei segretari confederali e all’intervento di Sofia Nardacchione di Libera.
Sul palco salirà anche la band About: Blank, legata ad Alessandro Ambrosio, il ferroviere ucciso a Bologna lo scorso 5 gennaio. Nel pomeriggio spazio alla musica con il tradizionale concertone, dalle 16 a mezzanotte, che vedrà tra gli artisti Nada e Giancane.
Accanto ai temi simbolici, i sindacati mettono sul tavolo dati preoccupanti per il territorio. «Bologna tiene sul piano occupazionale, ma deve restare attrattiva», sottolinea Enrico Bassani, evidenziando criticità come i contratti nazionali bloccati da anni, in particolare nella sanità privata.
Il quadro economico mostra segnali di rallentamento: calano di circa 2.000 unità gli occupati nell’industria, mentre cresce l’occupazione nei settori più fragili, spesso caratterizzati da part-time involontario. Le dimissioni tornano ai livelli pre-Covid e aumentano le ore di cassa integrazione straordinaria.
«Il 2026 si apre con un aumento degli infortuni, il 60% nei lavori in appalto. Si muore come 50 anni fa», denuncia Bulgarelli.
Per i sindacati, una delle partite decisive si giocherà proprio sulla contrattazione dell’intelligenza artificiale. «Dobbiamo governarla, trasformandola anche in un’opportunità per la sicurezza», aggiunge Bassani, richiamando il tavolo metropolitano sulla sicurezza.
Ancora più duro l’intervento di Marcello Borghetti, che parla di una diffusione «come un cancro» del lavoro povero. I numeri evidenziano un forte divario: a fronte di una retribuzione media di 33.000 euro per i lavoratori a tempo indeterminato, i contratti a termine si fermano a circa 11.000 euro annui, mentre gli stagionali scendono sotto i 7.000.
Secondo la Uil, il sistema economico locale sta progressivamente spostando la propria competitività verso settori a basso valore aggiunto, come commercio e turismo, con scarsa redistribuzione della ricchezza.
Dal palco arriva anche una critica alla politica, accusata di non intervenire con strumenti adeguati: «Deve tornare a fare mediazione tra capitale e lavoro», afferma Borghetti, denunciando un crescente squilibrio a favore delle imprese.
ASCOLTA L’INTERVISTA A MICHELE BULGARELLI:
ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCELLO BORGHETTI:







