Per prima cosa abbiamo chiesto come mai in cinque hanno scelto questo nome. Non l’abbiamo ancora capito bene. Ci siamo quindi spostati sull’album che come disco d’esordio ci è sembrato mica male.
“Il territorio delle meduse” conta dieci tracce che raccontano, con ampio respiro e influenze eterogenee, il concetto di umanità; i Katana Koala Kiwi vogliono usare la musica per riflettere sull’animo umano e sul suo rapporto con la natura. Una necessità legata alla loro città “mangiata” dal turismo, ma anche a orizzonti più ampi e contemporaneamente purtroppo nefasti.
Il 10 aprile è uscito “Il territorio delle meduse”, primo album dei Katana Koala Kiwi.

Dicevamo eterogenei perchè le influenze dei cinque componenti della band uniscono lo shoegaze, art rock, post rock a nenie liturgiche con ritmi tribali presi in prestito dalla musica popolare. Le chitarre sono presenti anche più delle voci e si contano tanti silenzi quante parole. Nessuno ha scavalcato nulla, ma si sono amalgamati (come dovremmo fare noi con la natura, ma vabbè. ndr)
Insomma, “il territorio delle meduse” è un album non si fa applicare facilmente nessun tipo di etichetta.
La creazione de “il territorio delle meduse” è stata rapida ma intensa per i Katana Koala Kiwi, quasi sofferta: il costante rincorrere un album coerente e sincero con sperimentazione e sfogo, alla ricerca del suono perfetto.
«In questo disco abbiamo riversato le nostre gioie, le nostre paure, le nostre fragilità e le nostre speranze. In un mondo che annaspa per restare a galla, è fondamentale non perdere nel fango la propria umanità. Dietro questi dieci brani si scorge la fotografia di cinque amici, cinque persone animate dalle stesse speranze e bruciate dalla stessa disillusione». – Katana Koala Kiwi
La band triestina presenterà il disco nel corso di un tour che attraverserà tutta l’Italia. Al momento non ci sono date in Emilia Romagna, ma noi li attendiamo.
Abbiamo raggiunto Gibbo, il bassista dei Katana Koala Kiwi: ascolta l’intervista qui!
ASCOLTA L’INTERVISTA A GIBBO:







