I lavoratori disperati dell’ex Sabiem protestano in Comune e ne minacciano l’occupazione. Dopo il fallimento dell’ex fonderia, i 59 operai sono rimasti senza ammortizzatori sociali, mentre l’indennizzo che devono ricevere è bloccato da una controversia tra Palazzo D’Accursio e la nuova proprietà dell’area.

“Alcuni operai non sono potuti nemmeno venire a questo presidio perché non hanno i soldi per pagarsi il biglietto dell’autobus”. È molto preoccupato Primo Sacchetti, funzionario Fiom, nel descrivere la situazione dei 59 lavoratori della ex Sabiem, la fonderia di via Emilia Ponente fallita nel 2008.
Il terreno su cui sorgeva lo stabilimento fu acquisito da Sacofina di Giancarlo Raggi, che ottenne da Comune e Provincia un cambio di destinazione d’uso, da produttivo ad edificabile. L’accordo prevedeva inoltre che ai 59 lavoratori spettasse un’indennità di 25mila euro, che dopo 5 anni non è ancora arrivata.

“L’erogazione dell’incentivo è legata all’approvazione del Piano Urbanistico Attuativo – spiega il sindacalista – che però è bloccato a causa di una controversia tra Comune e proprietà”. Sacchetti osserva anche che questi problemi si scaricano sulla pelle dei lavoratori, i quali da due anni hanno terminato tutti gli ammortizzatori sociali e si trovano senza reddito.
“Solo tre o quattro sono riusciti a ricollocarsi sul mercato del lavoro – fa sapere il delegato Fiom – mentre per tutti c’è lo spettro dello sfratto e delle bollette da pagare”.

I lavoratori, che quest’oggi hanno tenuto un presidio nel cortile di Palazzo D’Accursio ed hanno incontrato Matteo Lepore, assessore alle relazioni sindacali, non sembrano intenzionati ad aspettare oltre i tempi dell’amministrazione. Se entro una settimana la vicenda non si sbloccherà, fanno sapere di essere intenzionati ad occupare il Comune insieme alle proprie famiglie e ai propri figli.

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