È stata rinviata per la seconda volta l’udienza di Sami, studente e pastore palestinese impegnato nella resistenza non violenta all’occupazione israeliana. Arrestato nella notte tra venerdì è sabato, è accusato di aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata in un’area C (militare), organizzata in seguito al tentato omicidio di un attivista palestinese.

Palestina: l’attacco israeliano alla resistenza non violenta

Sami è uno studente e un pastore di 23 anni, che insieme ad altrə attivistə ha creato “Youth of Sumud” (giovani della resilienza, ridando vita ai territori sgomberati di Sarura. Nella notte dell’8 gennaio è stato arrestato dall’esercito israeliano, e oggi si sarebbe dovuta tenere l’udienza, inizialmente prevista per lunedì. per la seconda volta, la sentenza della corte militare è stata rimandata, in seguito alla richiesta della polizia israeliana di fornire nuove prove.

Youth of Sumud è un progetto di resistenza nonviolenta nel territorio di Surura, dove risiedeva un villaggio sgomberato dall’esercito israeliano nel 1999. Surura era stato evacuato dall’esercito per fare spazio ad aree di addestramento militare, ma lə ragazzə di At Tuwani e altri villaggi vicini si sono riappropriatə di Sarura, che è diventato «Campo della Libertà». “Non potendo costruire case né piantare tende perché sono in area C (completamente in mano a Israele che glielo vieta), hanno scavato nella roccia e ampliato le caverne dove si sono stabiliti per impedire che i coloni prendessero possesso di quella terra”(da Il Manifesto, 10/01/2020).

Intervistata ai nostri microfoni la presidente di Assopace palestina Luisa Morgantini ha spiegato le ragioni dell’ennesimo arresto di Sami: “Sami e i tanti giovani di At Tuwani sono nell’area C degli accordi di Oslo, quindi un’area che è interamente controllata dai soldati e dalla polizia israeliana. È stato arrestato perché ha partecipato – e a organizzato una manifestazione ad Arakee, il villaggio di Harun, un giovane di 23 anni che per difendere l’elettorgeno per l’elettricità che i soldati stavano confiscando è stato ferito da una pallottola e si trova in ospedale in pericolo di vita e paralizzato”.

Di fatto, sottolinea Morgantini, “le accuse non esistono, cioè sono accuse di manifestazione non autorizzata, di partecipazione in un luogo considerato militare, però non possono fare accuse di diverso tipo a Sami perché, per esempio, nessuno mai in quel villaggio – io vado lì dal 1999 – nessuno ha mai tirato un sasso, perché è stata proiprio una scelta del comitato popolare di attuare questa forma di resistenza. Non hanno nessuna giustificazione, appare chiaro quanto sia violenta l’occupazione militare e quanta terra si rubi ai palestinesi con l’insediamento dei coloni”.

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