Per la prima puntata di Fermata Provvisoria del 2021 Veronica ha intervistato Paolo Frigo, in arte Follúcida, è un cantautore, comico ed autore nato in provincia di Verona lo stesso giorno di Fellini e Lynch. Da bambino ascolta gli 883, i Police, i Doors e i Rolling Stones. A diciotto anni imbraccia il basso e suona nella band veronese “Elicotrema” che, dopo un inizio da cover band, si dedica a produzioni proprie sull’onda dello stoner rock. Nel 2005 fonda il suo progetto solista Circo San Vito, ispirato dai cantautori e dalle band alternative degli anni 90 e nel 2007 registra “Piangere Sul Latte Versandolo”. Nel 2009 prepara un secondo album, salvo poi innamorarsi, fuggire all’estero, ritornare, diventare espertissimo in traslochi e progetti mai finiti.

Attualmente sta producendo nuovi brani, mentre continua la sua attività di comico.

Dal 4 dicembre è disponibile in digitale il suo nuovo brano dal titolo “Discorsi da Bar”.

Esce “Discorsi da bar”, il nuovo brano di Follùcida

Avete presente quel senso di nostalgia legato alle serate nebbiose, di quelle trascorse con gli amici distratti da una qualsiasi partita di calcio e con le fidanzate annoiate dalle incomprensibili abitudini maschili? Quelle ore notturne dove l’alcool è più consuetudine collettiva che autentico piacere?

“Discorsi da bar”, nuovo brano di FOLLÚCIDA, è una polaroid musicale di quelle serate, una specie di ballad cantata e suonata come omaggio alla vita di provincia, con la sua retorica spesso stantia e le sue abitudini un po’ sbiadite.

Spiega l’autore a proposito del nuovo brano: «Se in questa ballata padana ritroviamo un po’ il “Bar Mario” di Ligabue, o “All’una e trentacinque circa” di Capossela, la canzone è anche un ideale remake de “La locanda” dei Pooh, contenuta nel fantastico Parsifal del 1973, con le sue storie intime, gli amici di sempre e qualche bicchiere di troppo».

Il videoclip ufficiale del brano, diretto da Federico Munari, ritrae la figura di un barista che a fine serata raccoglie i cocci da terra: quelli lasciati dai clienti ed anche i suoi, trovandosi poi in un bizzarro dialogo con se stesso mentre vaga per il locale circondato da sagome sfocate.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FOLLUCIDA:

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