E’ avvenuta due anni fa la morte di Vittorio Vik Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Moviment, rapito e assassinato nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2011.

Tramite il suo impegno la voce del popolo palestinese arrivava fino a noi, nelle sue corrispondeze dalla Striscia di Gaza. Nel 2009, durante l’operazione Piombo Fuso, verrà pubblicato il suo libro “Restiamo Umani”, che nel tempo è diventato il monito degli attivisti presenti in questo territorio.

Inizialmente era l’adagio con cui Arrigoni firmava i suoi pezzi per il Manifesto. Ma da sempre era un messaggio che bisognava far passare. Il messaggio di Vik andava al di là dei confini della Palestina, di cui era diventato cittadino a tutti gli effetti. Quello che Vittorio esprimeva con queste parole è lo stesso concetto espresso dalla sua famiglia, che ha chiesto immediatamente di revocare la pena di morte agli esecutori del suo omicidio.

E’ un invito a ricordarsi della natura dell’uomo, perché possono esserci confini o barriere ma tutti siamo e dobbiamo restare umani. Per questo indipendentemente dalle distanze la causa palestinese è diventata anche la causa di molte persone nel mondo. Anche grazie al suo impegno.

La voce della Palestina però ha sempre e ancora bisogno di essere ascoltata. Restare Umani significa continuare ad ascoltare e diffondere.

Per questo, in queste settimane, il convoglio arrivato dalla Striscia di Gaza, porta il suo nome. “Vik Gaza to Italy” ha portato nelle nostre città l’arte e l’attivismo politico dei giovani della Palestina per mostrare come nonostante le difficoltà che vivere in questa zona comporti, il popolo palestinese continua la sua battaglia, con determinazione, impiegando i mezzi della politica e della cultura per far conoscere le proprie ragioni.

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