Quattordici associazioni ambientaliste hanno presentato ricorso al Tar della Toscana contro il progetto di potenziamento dell’aeroporto di Firenze, che prevede la realizzazione di una nuova pista nella Piana tra Firenze, Prato e Pistoia. L’iniziativa legale è stata promossa dallo studio Giovannelli, Masi, Cecconi & Associati, che ha notificato ai ministeri e alle amministrazioni coinvolte quattro ricorsi per l’annullamento del Decreto del Mase di VIA-VAS n. 678/2025 e di tutti gli atti connessi.
Il provvedimento contestato ha decretato la “presunta compatibilità ambientale” del progetto aeroportuale con l’area del Parco Agricolo della Piana Firenze-Prato-Pistoia.
Il potenziamento dell’aeroporto di Firenze era già stato bocciato nel 2018: il nuovo ricorso
Complessivamente sono quattordici le realtà che hanno deciso di impugnare il decreto, ritenendo il progetto incompatibile con il territorio e con gli obiettivi ambientali europei. Secondo le associazioni, il potenziamento dello scalo comporterebbe un aumento del rischio idrogeologico in un’area già fortemente vulnerabile, come dimostrato dalle alluvioni che hanno colpito la Piana nel 2023 e nel 2025. Tra le criticità segnalate ci sono la deviazione di corsi d’acqua, l’incremento di traffico veicolare e di inquinamento atmosferico e acustico, oltre al consumo di nuovo suolo agricolo e alla distruzione di habitat naturali.
«La Piana Fiorentina è un territorio fragile, che avrebbe bisogno di tutela e ripristino ambientale, non di nuove infrastrutture impattanti», sostengono i promotori della campagna “L’aeroporto non ci sta”. Il progetto, spiegano, andrebbe in direzione opposta agli obiettivi europei di azzeramento del consumo di suolo e di ripristino degli ecosistemi naturali, favorendo invece dinamiche di overtourism e accentuando le disuguaglianze sociali.
Le associazioni sottolineano inoltre che il “Masterplan 2035” dell’aeroporto non è ancora stato approvato definitivamente. Per questo, ritengono che ci siano ancora margini per fermare l’opera e avviare un confronto pubblico sulle alternative.
«Già nel 2018 avevamo bloccato il progetto attraverso un ricorso al Tar. Poi ci fu una sentenza del Consiglio di Stato che aveva messo una pietra tombale sul progetto, proprio per gli effetti devastanti dal punto di vista ambientale», sottolinea ai nostri microfoni Francesco Auletta, consigliere comunale a Pisa per la lista Una Città in Comune, una delle realtà che ieri ha presentato ricorso al Tar.
Il progetto però è stato ripreso attraverso quello che i detrattori considerano «una forzatura della Regione Toscana e di Corporazione America, cioè la multinazionale che è il socio di maggioranza della società Toscana Aeroporti», osserva Auletta.
In questa prospettiva, Legambiente e i comitati del territorio annunciano la ripresa del Dibattito Pubblico di Comunità, con l’obiettivo di informare i cittadini, discutere il progetto e costruire proposte diverse. Al centro delle alternative avanzate ci sono una mobilità realmente sostenibile, basata su collegamenti ferroviari efficienti, e la valorizzazione del Parco Agroecologico della Piana come infrastruttura verde fondamentale per la sicurezza idraulica, la biodiversità e la qualità della vita.
La partita, assicurano le associazioni, è ancora aperta. E il ricorso al Tar rappresenta solo uno dei fronti di una mobilitazione che punta a ridisegnare il futuro della Piana Fiorentina.
ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO AULETTA:







