Martedì 27 gennaio prende ufficialmente il via la nuova stagione de La Soffitta – Centro per la Promozione dello Spettacolo dal Vivo dell’Università di Bologna, che da gennaio a dicembre propone un fitto programma di incontri, spettacoli, concerti, mostre, laboratori e proiezioni, tutti a ingresso gratuito.

Ad aprire il calendario è lo spettacolo Mistero buffo – Il primo miracolo di Gesù bambino. In scena Mario Pirovano, storico collaboratore di Dario Fo e Franca Rame, oggi custode e interprete della loro eredità teatrale. In concomitanza con la Giornata della Memoria, Pirovano porta in scena una delle giullarate più incisive del repertorio foiano: un racconto che, tra ironia e dissacrazione, interroga il potere e le sue derive, rivelandosi di stringente attualità nel contesto politico contemporaneo. Lo spettacolo si inserisce nelle Celebrazioni per i cento anni di Dario Fo (1926–2026) promosse dalla Fondazione Fo Rame, ed è parte di un progetto più ampio che il Dipartimento delle Arti dedica al Nobel per la Letteratura, con un laboratorio per studenti condotto dallo stesso Pirovano e una giornata di studi internazionale in programma il 15 aprile.

Un progetto culturale unitario, tra ricerca e scena

La programmazione si struttura attorno a due direttrici principali: Bologna crocevia delle culture e La Storia in scena. La prima direttrice esplora contaminazioni e attraversamenti culturali, mentre la seconda indaga i grandi processi storici e sociali. In questo solco si collocano i concerti di Maurizio Baglini (4 febbraio) e Carlo Boccadoro (15 aprile) per il ciclo MIA – Musica Insieme in Ateneo, arricchiti dagli incontri del ciclo Storie musicali, così come il concerto del Mikage Project (20 febbraio), dedicato alle tradizioni musicali giapponesi rilette in chiave contemporanea. Tra didattica e performance si muove anche Kindersymphonie – Strumenti giocattolo, progetto che coinvolge gli studenti del Dipartimento delle Arti e culmina nel concerto del 22 marzo al Museo della Musica.

Un momento centrale della primavera è l’iniziativa Negoziare i confini (15–17 maggio), che affianca un convegno internazionale a performance realizzate con Danza Urbana e Cantieri Meticci. Tra queste, l’assolo site-specific Figlie della terra di mezzo di Ofelia Balogun e la prima assoluta di The Ignorant Master del Gruppe TAG di Lipsia, in cui l’intelligenza artificiale diventa provocatoriamente “maestro ignorante”, interrogando pubblico e performer su crisi energetica, relazioni umane e ideologia del progresso. Sempre a maggio il DAMSLab ospita The Power City: Cyborg Dystopia di Marco Bolognesi, progetto espositivo e multimediale che costruisce una città futuristica tra installazioni, cinema e realtà aumentata.

In autunno, la linea interculturale prosegue con Water and Spirit, dedicato all’opera del compositore Tan Dun, con l’incontro-concerto di Diego Baroni e con l’appuntamento del 14 novembre dedicato a gagaku e bugaku, musiche e danze di corte giapponesi riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale.

Alla riflessione sui linguaggi globali si affianca La Storia in scena, che utilizza il teatro come lente per interrogare identità, memoria e processi politici. Ne fanno parte spettacoli come Un po’ meno fantasma della compagnia Kronoteatro (9 febbraio), Progetto Repubblica di Omar Nedjari (12 marzo), che rilegge Platone alla luce del presente, e Babele. La parabola della decostruzione della violenza (28 aprile), realizzato dalla Compagnia Teatrocarcere Due Palazzi. Dal 5 all’11 ottobre, la compagnia Kepler-452 coinvolgerà gli studenti in un percorso sul diritto di voto e sulla partecipazione democratica, a partire dall’ottantesimo anniversario del referendum Monarchia-Repubblica.
Completano il programma la collaborazione con il Premio Scenario, che porterà il Festival negli spazi del DAMSLab dal 28 al 31 agosto, e l’inserimento in cartellone di uno spettacolo tra i vincitori del premio.

Curata dai docenti del Dipartimento delle Arti e sostenuta dal Ministero della Cultura, dall’Università di Bologna, dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna, la stagione 2026 de La Soffitta si svolgerà principalmente negli spazi del DAMSLab di piazzetta Pier Paolo Pasolini, oltre che a Palazzo Marescotti e al Complesso di Santa Cristina. Tutte le iniziative sono a ingresso libero, confermando la vocazione pubblica e inclusiva di un progetto che fa dello spettacolo dal vivo un luogo di incontro tra università, città e mondo contemporaneo.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANNA SCALFARO: