Europei e jihadisti

Il 22 ottobre, a pochi giorni dagli attentati di Parigi, proprio nella capitale francese si è svolto un incontro dell’associazione internazionale della magistratura minorile, che ha analizzato anche il problema dei foreign fighters e del radicalismo terrorista nei giovani. Chi sono i giovani convertiti al terrorismo e perché lo fanno?

Sono giovani, di età compresa fra i 15 e i 20 anni, spesso di seconda generazione, sia uomini che donne e sono pronti a tutto, anche a morire. Al punto che il 7% espatria per arruolarsi con l’Isis o altri gruppi terroristici.
La strage di Parigi del 13 novembre ha drammaticamente costretto l’Europa a fare i conti con il radicalismo giovanile di matrice terroristica. Un fenomeno che spesso si manifesta col problema dei foreing fighters, persone che si convertono al fondamentalismo religioso e vanno a combattere in Siria o in altri scenari di guerra, ma che può tradursi anche con la follia che ha prodotto gli attentati di Charlie Hebdo e del Teatro Bataclan.

Un’amara ironia della sorte ha voluto che proprio a Parigi il 22 ottobre, ovvero pochi giorni prima della strage, si sia svolto un incontro dell’associazione internazionale della magistratura minorile, che si è ritrovata per discutere anche del crescente fenomeno del radicalismo e della fascinazione dei giovani verso il terrorismo.
“In Paesi come Francia, Gran Bretagna e Belgio il fenomeno è studiato da almeno 6 o 7 anni – spiega ai nostri microfoni Mariarosa Dominici, psicologa e giudice onorario presso il Tribunale dei minori di Bologna – ma che in Italia viene sottovalutato”.

In Francia, il governo ha addiruttura aperto un sito internetStop Djihadisme – contenente informazioni sul fenomeno e un numero verde che le famiglie possono contattare per segnalare comportamenti anomali e sospetti dei propri figli e nipoti, per cui si teme un arruolamento nella jihad.
L’esperta sottolinea che non c’è diversificazione tra maschi e femmine, anzi: c’è una grande adesività da parte femminile, spesso nel seguire il proprio compagno verso l’onnipotenza.
Per dare la portata del fenomeno, basti sapere che nel solo 2015 ci sono state, solo in Francia, oltre 7mila persone segnalate, di cui il 36% convertite all’islamismo jihadista

“Il fenomeno nasce da un profondo disagio che provano i giovani – spiega Dominici – e, secondo gli studi francesi, trova un riscontro dall’allontanarsi dai rapporti con gli amici storici, al punto da vederli in modo ostile, come persone impure”.
Secondo le linee guida che indicano i sintomi di un possibile arruolamento, la deprivazione di tutto provata dai giovani si manifesta, ad esempio, col rifiuto dei membri della propria famiglia, col cambio brutale e repentino delle abitudini alimentari e con l’abbandono degli studi.

La possibile soluzione, secondo la psicologa, non passa solo attraverso i dispositivi giudiziari, ma attraverso una ridefinizione dell’infanzia, che è stata lasciata alla deriva. Le giovani generazioni, col vuoto che sentono dentro e che gli adulti e la società hanno generato in loro, arrivano a scegliere “dei mortali”, che promettono loro di toccare con mano l’onnipotenza, decidendo della vita e della morte di altre persone.

Piera Stefanini