Pomeriggio di lotta per il diritto all’abitare. Il corteo di Social Log e degli altri movimenti per la casa hanno dato vita ad un corteo che ha attraversato la Bolognina e il centro città. Commozione e rabbia sotto l’Ex Telecom. Social Log: “Gli sgomberati delle Ex Poste hanno trovato riparo solo grazie alla solidarietà. Le parole del vescovo sono parole amiche”. GUARDA LE FOTO

È partito poco dopo le 15 da piazza de l’Unità il corteo – l’ennesimo – per il diritto all’abitare. Al concentramento si sono dati appuntamento gli attivisti e gli occupanti di Social Log, Asia Usb, Ross@ ed altre realtà del movimento cittadino.
Di qui la manifestazione si è mossa per le vie della Bolognina, con un momento di commozione e rabbia quando il corteo è passato in via Fioravanti, sotto la sede dell’Ex Telecom, sgomberata qualche settimana fa dopo oltre sette ore di assedio da parte delle forze dell’ordine. Di qui, i manifestanti si sono diretti verso il cuore della città, fin sotto il Comune, dove hanno chiesto conto alla politica dell’emergenza abitativa.

“Non è possibile che in questa città – sottolinea Fulvio di Social Log – il problema della casa venga affrontato solo dal comitato per l’ordine pubblico. Chiediamo che la gestione ritorni alla politica”.
Proprio alla politica Social Log presenta un conto salatissimo, fatto di 1500 sgomberi in meno di un anno a fronte di 14mila alloggi vuoti, come ricordano anche alcuni cartelli branditi dai manifestanti. “Eppure, dopo lo sgombero violento delle Ex Poste – racconta l’attivista – da Palazzo D’Accursio c’è stato un silenzio assordante. Hanno solo prodotto la narrazione tossica dell’occupazione politica, mentre qui ci sono 68 famiglie ancora senza un tetto“.

Dopo lo sgombero di via Agucchi, Social Log racconta che le persone senza un tetto hanno trovato riparo solo grazie alla solidarietà dei comitati degli inquilini resistenti e di altri cittadini, mentre dalle istituzioni non è arrivato alcun cenno. “Non vogliamo assistenza – recita un altro cartello – La casa è un diritto”.
Arrivati in piazza Nettuno, i bimbi presenti al corteo, figli degli occupanti, hanno depositato sotto l’albero di Natale allestito alcune piccole case di cartone, a simboleggiare il regalo che desiderano per la festività che sta per arrivare.

Il richiamo al Giubileo in corso e all’apertura delle porte che è diventata un simbolo di questo evento, viene richiamato esplicitamente da Social Log anche nel suo striscione di apertura: “Apriamo le porte al diritto all’abitare“.
L’aspetto più curioso di tutta la fase attuale, però, riguarda l’insolito asse che si è creato tra il movimento per la casa e la Curia di Bologna dopo l’insediamento del nuovo vescovo, monsignor Zuppi.
Le parole del vescovo sono parole amiche – afferma Fulvio – il nuovo inquilino di Bologna ha ripreso un nostro slogan: troppe case senza gente e troppa gente senza casa“.
Non solo: nei giorni scorsi Zuppi ha affermato anche di voler anche parlare con gli occupanti per capire le loro ragioni.

Un asse strano, quello che si è creato, che a qualcuno nel movimento fa storcere un po’ il naso. In un editoriale pubblicato su Zic.it, infatti, si ricorda che la Curia è uno dei maggiori proprietari immobiliari in città e che dunque potrebbe fare la sua parte.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61