Oggi a Milano è il giorno dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Atm proclamato da Al Cobas. L’agitazione interesserà il trasporto pubblico milanese e alcune aree limitrofe, con modalità differenziate a seconda delle categorie, e sarà accompagnata da due presìdi sindacali in città e a Monza.
Alla base della mobilitazione, spiegano i promotori, ci sono anni di tagli, carichi di lavoro crescenti, turni giudicati insostenibili e un’organizzazione del lavoro che scaricherebbe il peso delle criticità direttamente sui lavoratori. «Ci chiedono di tenere duro mentre peggiorano condizioni, salari, sicurezza e qualità del servizio», si legge nel documento diffuso da Al Cobas.

Le ragioni dello sciopero dei tranvieri di Atm proclamato da Al Cobas

Il sindacato chiede innanzitutto assunzioni strutturali e non semplici annunci, sottolineando come senza un salario dignitoso non esista un futuro per i giovani all’interno di ATM. Viene inoltre ribadito il principio di uguaglianza di diritti e retribuzioni a parità di mansioni, ritenendo inaccettabile che all’interno della stessa azienda convivano condizioni di lavoro e trattamenti salariali differenti.
Sul piano economico, Al Cobas rivendica salari adeguati al costo della vita, insieme a contratti nazionali e aziendali considerati finalmente all’altezza delle responsabilità richieste. Secondo il sindacato, le risorse economiche non mancano: in un’azienda che presenta bilanci positivi e in crescita, l’introduzione di 150 euro netti mensili a livello aziendale per tutti, svincolati dai meccanismi di produttività, viene indicata come una richiesta minima.

Un altro punto centrale riguarda la riduzione dei carichi di lavoro e l’introduzione di turni sostenibili, attraverso un’organizzazione che tenga conto del recupero psicofisico di chi garantisce quotidianamente il servizio. “Più salario e meno orario” è la sintesi proposta. Accanto a questo, viene rivendicata l’esigibilità dei diritti legati a salute, igiene e sicurezza, che non possono essere utilizzati – secondo il sindacato – come strumenti di risparmio aziendale.
Forte anche la contrarietà a quella che Al Cobas definisce una privatizzazione progressiva di ATM. Con l’apertura, in primavera, del bando per le gare d’appalto, i lavoratori denunciano di essere tenuti all’oscuro dei nuovi progetti e chiedono un’azienda realmente pubblica, con affidamento in house.

Critiche vengono infine rivolte all’accordo legato alle Olimpiadi invernali, giudicato come un ulteriore sostegno alla direzione aziendale da parte delle principali sigle sindacali e delle RSU. Secondo Al Cobas, l’intesa monetizzerebbe il recupero psicofisico, limiterebbe i diritti sui permessi per l’assistenza ai familiari, inclusi quelli previsti dalla Legge 104, e rinvierebbe nel tempo i recuperi legati all’aumento dell’orario di lavoro.
Nel corso della giornata sono previsti due presìdi sindacali: il primo alle 9.30 davanti al deposito Sarca, a Milano, e il secondo alle 15.30 davanti al deposito NET di Monza.
«Ogni volta ci viene detto che non è il momento, ma il momento è adesso», afferma Al Cobas, invitando lavoratrici e lavoratori a fermarsi il 15 gennaio per «riprendersi dignità, diritti, salario e tempo libero».

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUIGI BATTIPAGLIA DI AL COBAS: