In occasione dell’edizione di Art City 2026, presso la Fondazione Carlo Gajani (Via dè Castagnoli, 14, Bologna), sarà possibile osservare il lavoro dell’artista visuale Claudia Amatruda, a cura di Sara Papini e Fuorisedia. La Vernissage sarà il 3 febbraio 2026 alle ore 17.00 per la stampa e ore 18 per il pubblico fino alle 20.30, mentre gli altri appuntamenti si terranno dal 5-6-8 febbraio dalle ore 16.00 alle 20.00 e il 7 febbraio, in occasione di ART CITY NIGHT, dalle 16.00 alle 24.00.
Il corpo di Claudia Amatruda – tecnologico, acquatico, cyborg – entra negli spazi della Fondazione, innescando un confronto che si rivolge alla fisicità come dispositivo critico e politico. L’ingresso offre una prima occasione di confronto sullo stesso campo: la fotografia. Quest’ultima si relaziona ad un archivio scultoreo, fotografico e illustrativo creato da Amatruda – frammenti raccolti e stratificati che permettono all’autrice di speculare sull’evoluzione umana e animale. Si procede con l’installazione cinetica Autoritratto Cyborg n.1 – finanziata dalla Fondazione C.M. Lerici ed esposta per la prima volta in Italia: una vasca colma d’acqua sostenuta da una struttura metallica e attivata da un motore che ne genera un’oscillazione continua, senza mai provocare la fuoriuscita dell’acqua. Nella camera da letto, immersa nel buio, emerge Pinna Nuova, una scultura in resina trasparente realizzata a partire dal calco della schiena dell’artista. La figura prende forma come una creatura mitologica: invisibile fino a quando la luce ne attraversa la trasparenza, rendendola visibile nello spazio.
Infine, due video installazioni – realizzate durante una residenza artistica all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma – occupano le nicchie dell’abitazione, mostrando il corpo dell’artista come luogo di trasformazione.
L’esposizione invita a una riscoperta sensoriale: in una penombra che impone una nuova soglia di attenzione, il pubblico è chiamato ad abitare spazi alterati attraverso una lenta e fisica osservazione. Fulcro della ricerca di Amatruda è l’ibridazione con gli strumenti d’aiuto resi necessari nella sua vita da una malattia degenerativa: non elementi sottrattivi, ma estensioni sintetiche che, assorbendo logiche rigenerative del mondo marino, propongono un’idea di corporeità futura e ibrida e ponendo così il visitatore e la visitatrice in una tensione spiazzante e liberandosi dalla normatività imposta ai corpi.
Per saperne di più
sito web: https://fondazionecarlogajani.it/
e-mail: info@fondazionecarlogajani.it , saratraumer23@gmail.com, letizia.albertini@fuorisedia.it
Partner ufficiali della mostra:
Fuorisedia Podcast, Cantiere Bologna, Juliet Art Magazine, Parsec, Radio Città Fujiko, e Fatavideo.it l’archivio di videoarte transfemminista.







