Vi avevo già presentato nel ambito di Controvento, il nuovo album dell’ottimo Roberto Fonseca; “Yesun” è il suo nono disco solista. Una miscela esplosiva di jazz, funk, elettronica e rap. Un progetto pensato per rompere le forme e abbattere i confini stilistici ma sempre con l’idea costante di rielaborare la tradizione sonora afrocubana

Roberto Fonseca: il nuovo album

Il lavoro presenta dodici composizioni originali incise in trio con i suoi tradizionali musicisti che collaborano con lui da diverso tempo; Infatti ritroviamo il batterista Raùl Herrera e il suo storico bassista Yandy Martìnez Rodriguez. L’artista de L’Havana si è avvalso in sala di registrazione di grandi artisti internazionali come il sassofonista statunitense Joe Lovano, l’acclamato trombettista franco-libanese Ibrahim Maalouf, la rapper cubana, nominata ai grammy Danay Suarez e la celebre diva del bolero Mercedes Cortès.

Roberto Fonseca è stato grande protagonista della rinascita della musica cubana degl’ultimi trent’anni; lo ritroviamo già nel 1990 a soli 15 anni al Jazz Plaza Festival a L’Havana; Artista molto determinato ad imporre la sua musica e a diventare un punto di riferimento artistico dell’isola caraibica, una sorta di Herbie Hancock in salsa cubana, lavorando incessantemente alla definizione di uno stile immediatamente riconoscibile. Aveva gia pubblicato tre album solisti quando, nel 2000, entra a far parte del gruppo Buena Vista Social Club, sostituendo il grande vecchio della musica cubana, l’iconico Ruben Gonzalèz e andando in tour con gli ex componenti della band Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo.

L’artista de L’Havana già con l’abum solista Zamazou del 2007 aveva dato prova di una grande capacità compositiva e strumentale. Il disco del 2012, Yo, Nominato ai grammy, e che vede la partecipazione della grande artista maliana Fatoumata Diawara, inaugurando così anche una collaborazione live, sfociata successivamente nella splendida registazione Live In Marciac.

“La mia cultura è abbastanza forte e varia per poter usare i suoni in un modo diverso, per consentirmi di prendermi dei rischi e mescolare le cose. Per andare avanti, sempre più avanti, senza mai dimenticare le mie radici. Yesun sono io, Yesun è quello che sono”

L’album si apre con il brano La llamada, una storia di amicizia che diventa un’ancòra di salvezza. Musicalmente caratterizzata da un pianoforte propulsivo, con arguti cambiamenti ritmici e impreziosito dalla vocalità del quartetto femminile Gema 4, gruppo cubano di base a Barcellona. Kachucha, la seconda traccia, pulsa di orgoglio africano, miscela rumba, mambo e cha cha. La tromba di Ibrahim Maalouf precede un vibrante tumbao , mentre Fonseca canta “ah de Cuba yo soy” quasi a rimarcare il proprio orgoglio afrocubano

In Cadenas la rapper Danay Suarez pronuncia parole piene di verità sul bisogno bisogno di liberarsi dalle catene mentali e sulla necessità di dare priorità alla spiritualità rispetto al materialismo dei nostri tempi, dando spazio e importanza all’intimità della nostra anima. Motown ci rimanda direttamente agli anni settanta e alla fusion di Head Hunters fondendola con qualcosa di nuovo e audace. Nel brano Stone Of Hope Fonseca canta dolcemente in stile bossanova, sopra una linea di basso che ricorda lo yamboo, una forma di rumba cubana.

Fonseca ci presenta, con Yesun, un album di straordinaria bellezza sulla musica cubana di oggi, lontana dai clichè da cartolina turistica fatta di maracas e sigari, ma si spinge più in profondità attingendo dalla tradizione afrocubana; un meticciato sonoro, che ti prende dalla prima all’ultima nota. In poche parole un grande e convincente progetto discografico di un artista di grandi capacità compositive che incarna in modo perfetto la Cuba musicale dei nostri tempi,legata si, con spirito resiliente alla tradizione, ma proiettata con innovazione verso il futuro.