L’ex-caserma Sani è occupata da quasi due mesi e posta sotto sequestro da uno. Lo sgombero imminente, annunciato lo scorso dicembre, non è ancora avvenuto. Il Nulla famelico che avanza, non sazio dei numerosi banchetti, si è arrestato davanti alle imponenti mura della caserma, pronto ad insidiarsi alla prima distrazione.
L’immenso spazio di 150mila metri quadrati, che negli ultimi mesi è stato attraversato da migliaia di persone dalla ripresa delle attività del collettivo Xm24, che lo ha riaperto e reso nuovamente fruibile, potrebbere tornare ad aggiungersi agli altri 199 immobili abbandonati a Bologna, tra privati e pubblici. Per continuare a resistere, attiviste e attivisti venerdì 11 gennaio hanno tenuto un’assemblea nell’area dell’ex-caserma.

Xm24 si oppone alla speculazione

L’incontro è stato l’occasione per esaminare il Poc, il Piano operativo comunale “Rigenerazione di patrimoni pubblici”, approvato nel 2016 dal Consiglio comunale allo scopo di “governare le trasformazioni delle aree dismesse innescando e sostenendo processi di rigenerazione urbana”.
Le principali funzioni ipotizzate per gli edifici della Caserma Sani in particolare sono di tipo residenziale privato (per il 70%), commerciale e ricettivo (per il restante 30%). Piani che il Comune racconta come “valorizzazione e rigenerazione”, ma che per attiviste e attivisti altro non sembrano che speculazione, arricchimento per pochi e svendita di aree pubbliche, in una zona come la Bolognina già ampiamente dilaniata da questi processi.

L’assemblea all’ex-caserma Sani ha quindi deciso di inaugurare una nuova fase storica per il collettivo XM24, lanciando una sfida di contro-progettazione dal basso per quegli spazi.
L’idea è di poter coinvolgere la città intera e permettere a nuove e vecchie realtà di confluire negli spazi dell’ex-Caserma, opponendosi “all’ennesimo progetto calato dall’alto, deciso senza interpellare le volontà e le necessità dei cittadini”.
Come precisa ai nostri microfoni Andrea, attivista di Xm24, la contro-progettazione non consiste in una lottizzazione delle aree, ma nella sperimentazione di nuove forme di collaborazione e ibridazione delle realtà sociali cittadine, con l’obiettivo comune di creare un nuovo laboratorio di autogestione.

Per affrontare questa sfida l’assemblea ha deciso la divisone in gruppi di lavoro tematici, come il quello per il diritto ambientale, le lotte territoriali e la questione abitativa, per poter permettere a tutte e tutti di esprimere il proprio parere.
I tavoli cominceranno a lavorare sabato prossimo, 18 gennaio, alle 15.00 nello spazio della stessa ex-caserma Sani.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA DI XM24: