Alla vigilia dell’assemblea plenaria del Parlamento europeo che deve votare la contestata riforma del copyright, Wikipedia in lingua italiana oscura le sue voci in segno di protesta. Sono due gli articoli più problematici: quello che introduce la “snippet tax” e quello sul cosiddetto “upload filter”. L’intervista a Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia.

Dalle 8.00 di questa mattina e per ventiquattro ore le voci in italiano di Wikipedia sono oscurate. Dopo analoghe iniziative per altre lingue, la libera enciclopedia protesta contro la riforma europea del copyright, che domani approderà in assemblea plenaria al Parlamento europeo.
Il richio che da Wikimedia Italia evidenziano è che questa riforma possa colpire in modo rilevante la libertà di espressione, la partecipazione e la creatività online.

Due sono gli articoli più problematici, l’11 e il 13, su cui si concentra la protesta. Il primo, l’articolo 11, dà agli editori il potere di limitare la diffusione di notizie e titoli in ogni sito altrui. “Non si tratta di copiare un articolo – spiega ai nostri microfoni Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia – ma anche semplicemente una citazione, il cosiddetto snippet”. Di qui la definizione di “snippet tax“, o anche “link tax”, che introduce un nuovo diritto accessorio al diritto d’autore, per il quale diventerebbe sostanzialmente obbligatorio munirsi di una nuova licenza da pagare agli editori.

Altrettanto problematico è l’articolo 13, che concerne il cosiddetto “upload filter“. La normativa sul copyright non viene modificata, ma mentre in precedenza, qualora qualche utente avesse caricato materiale coperto da diritto d’autore, era sufficiente procedere alla rimozione, ora si costringerà quasi tutti i siti ad analizzare preventivamente ogni contributo dei propri utenti per bloccarli automaticamente se non autorizzati dalle industrie del copyright.

“La legge conteneva elementi interessanti per quanto riguarda gli autori, che non sono i titolari dei diritti, e le opere orfane, cioè che non interessano più agli editori – osserva Codogno – ma sono novità decisamente meno rilevanti degli articoli 11 e 13”.
La stessa Wikipedia, in realtà, non potrebbe considerarsi al riparo dalla direttiva. “Se è vero che nell’articolo 13 c’è il famoso ‘comma Wikipedia’ dove vengono esentate le enciclopedie non-profit – osserva il portavoce di Wikimedia – Ma poiché i nostri contenuti sono utilizzabili a fini di lucro da qualcun’altro, potrebbero accusarci di fare qualcosa a fini di profitto, concetto che per la legge italiana è diverso dal lucro stesso”.

Nella schermata di spiegazione che appare cercando di entrare in una delle voci di Wikipedia, infine, è contenuto anche un link  per effettuare una telefonata gratuita ai parlamentari europei, chiedendo loro di non appoggiare una direttiva che contenga l’articolo 11 o l’articolo 13.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MAURIZIO CODOGNO: