È finalmente cominciato l’Eurovision Song Contest all’Ahoy Arena di Rotterdam, e non sono mancate le sorprese già nella prima semifinale: questa però è la rubrica di Eddy Anselmi e siamo qui per continuare a parlare dei paesi che prendono già parte di diritto alla finale di sabato, i cosiddetti Big Five, oggi rappresentati dalla Francia.

Eurovision Song Contest 2021: la Francia

È la nazione transalpina che, alla vigilia, condivide con l’Italia il ruolo di favoritissima alla vittoria finale della kermesse: a portarne i colori ci sarà Barbara Pravi, parigina classe 1993 e che si esibirà con la canzone “Voilà“, brano di tema amoroso che, dopo aver vinto il concorso di selezione Eurovision France, c’est vous qui décidez, prenderà il posto di “Mon alliée (The Best in Me)” di Tom Leeb, che ha quindi mancato la riconferma dopo la cancellazione dello scorso anno.

Di madre iraniana e di nonno serbo, Barbara Piévic ha scelto il suo nome d’arte proprio in omaggio a quest’ultimo, grazie all’assonanza alla parola “prava”, che in serbo vuol dire “autentica“. Ha studiato nella scuola dei più grandi cantautori francofoni, tanto che nel suo pezzo si possono sentire le eco delle lezioni interpretative di Edith Piaf. È una sostenitrice dei diritti delle donne, essendo stata lei stessa, come racconta, oggetto di violenza domestica, e nel 2018 ha reinciso, insieme ad altre trentotto artiste, l’inno del movimento francese di liberazione femminile degli anni ’70.

Non è nuova all’Eurovision, avendo scritto le ultime due canzoni transalpine per il Junior Eurovision, una delle quali, “J’imagine” di Valentina, ha trionfato a Varsavia 2020. Cercherà di bissare il successo con l’edizione senior di quest’anno, dato che la Francia ha vinto cinque volte ma il primo posto manca da più di quarant’anni, cioè da quando Marie Myriam ha prevalso a Londra 1977 con “L’oiseau et l’enfant“.

L’ultima vittoria italiana all’Eurovision Song Contest

Anche l’Italia manca dal gradino più alto del podio da molto tempo: dal 5 maggio sono infatti trentuno anni da quando Totò Cutugno si impose nell’edizione di Zagabria, con il pezzo “Insieme: 1992“. Il testo è un omaggio a un evento recente, la caduta del muro di Berlino, avvenuto l’autunno precedente, e che simboleggia una ritrovata libertà dei paesi centro-orientali, con la prospettiva di costruire un’Europa unita, sottolineato anche dal coro sloveno di accompagnamento guidato da Gianni Madonini.

La canzone si classificò seconda all’edizione di Sanremo 1990, superata da “Uomini soli” dei Pooh, alla loro prima e unica partecipazione alla kermesse ligure. Il gruppo però rinunciò alla possibilità di esibirisi all’Eurovision, e la RAI offrì il posto al cantautore toscano, che riuscì a diventare il secondo italiano di sempre a trionfare, dopo Gigliola Cinquetti, con cui poi presentò l’edizione romana del 1991.

Luca Meneghini

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