Gira nelle strade deserte agghindato come un ghost buster, suscitando curiosità, aspettative e anche qualche invettiva di gente reclusa che non sopporta vedere persone per strada. Eppure la sua funzione è essenziale per impedire che topi o altri animali prendano il controllo della città, ora che hanno spazio d’azione.
La vita del disinfestatore ai tempi del coronavirus è una vita di corsa, ma è anche un osservatorio interessante sull’epidemia in atto. Tra i nostri redattori, Federico Aschieri, in arte Soroton, fa proprio questo lavoro e ai nostri microfoni ci racconta cosa vede ogni giorno.

Disinfestatore: una vita intensa

“Il vecchio adagio ‘Quando il gatto non c’è i topi ballano’ è piuttosto appropriato”, commenta Soroton, che in questi giorni, tra le altre cose, sta monitorando la situazione dei roditori nel territorio di Bologna.
C’è un’invasione di nutrie e anche i topi crescono, ma abbiamo più metodi di contenimento”, aggiunge. Un’altra operazione fondamentale è il recupero delle carcasse, per impedire che “a epidemia si aggiunga un’altra epidemia”.

Le richieste di intervento di disinfestazione o sanificazione in questo periodo sono cresciute in modo esponenziale ma, nonostante i disinfestatori girino con un furgone in cui c’è scritto chiaramente che lavoro facciano, i controlli delle forze dell’ordine sono costanti.
“Almeno due volte al giorno vengo fermato dalla polizia e devo mostrare l’autocertificazione”, sottolinea Soroton.

Anche i cittadini, a volte, non aiutano. Nonostante la divisa da operaio con il loro dell’azienda e il furgone a poca distanza, il nostro redattore racconta di essere stato aggredito verbalmente da persone che gli dicevano che doveva andare a casa.
Sebbene dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale, strumentazione professionale che chi fa questo mestiere ha a disposizione da sempre, non tutte le protezioni possono essere indossate costantemente, altrimenti si scatenerebbe il panico nella popolazione.

Osservatori del territorio

Da Bologna a Pesaro, da Roma a Taranto, i disinfestatori in questi giorni stanno attraversando in lungo e in largo il Paese, trovando autostrade piuttosto libere. “I soli mezzi che troviamo sono i camion e i furgoncini dei manutentori”, racconta Soroton.
Il bilancio sul rispetto della quarantena è positivo: le persone la stanno rispettando abbastanza, al punto che le città sono vuote come ad agosto, anche se in un clima più spettrale.
“Gli orari ‘di punta’, dove si vedono più persone per strada – osserva il nostro redattore – sono al mattino e all’ora di pranzo. Ma dalle 15.00 c’è il deserto”.

L’ultima osservazione, non in ordine di importanza, riguarda le persone borderline della nostra società. Da chi per campare non ha trovato di meglio che il piccolo spaccio a chi esercita la prostituzione.
“Queste persone si trovano sprovviste di qualsiasi assistenza sociale – conclude Soroton – E mi dà da pensare molto che queste anime perse si trovino, una volta di più, nel punto peggiore della società”.

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