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Confesercenti lancia un “ultimo appello” al Comune su via Petroni: “Giungiamo ad un compromesso per superare l’ordinanza, siamo disponibili alla co-gestione della via”. Il paradosso di Stefino.

Le attività commerciali di via Petroni sperano di approfittare della calma estiva per chiedere al Comune di rivedere l’ordinanza sugli orari di via Petroni.
Parallemente alla strada legale, Confesercenti propone ora una soluzione politica che scongiuri il fallimento o la delocalizzazione dei negozi.
“Siamo disponibili ad un compromesso – spiega il direttore Loreno Rossi –  In cambio della cancellazione o temporizzazione dell’ordinanza, gli esercenti sono disponibili a co-gestire la piazza per quanto riguarda la pulizia, la sicurezza e il controllo del territorio”.

Le riflessioni di Confesercenti partono dalle liberalizzazioni degli orari varate dal governo Monti che valgono in tutta Italia tranne che in via Petroni. Valgono anche per piazza Verdi, dove la situazione non è certo migliore.
“L’attuale ordinanza colpisce tutti indistintamente – osserva Massimo Rossi, presidente di Confesercenti – anche chi già subisce il degrado prodotto da altri”. Ma soprattutto non è un’ordinanza temporanea con intento punitivo verso chi ha compiuto un errore. Su questo versante l’associazione dei commercianti attende il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato.

Il punto centrale, però, è che i problemi sulla zona permangono, a dimostrazione che i negozianti non hanno responsabilità. E allora vale la pena tentare una strada nuova, quella della co-gestione della piazza.
“Non ci vogliamo sostituire a chi è preposto al controllo del territorio – precisa Rossi – ma collaborare su alcuni punti, come pulizia e sicurezza, perchè comprendiamo la complessità della situazione”.
Lo strumento pensato da Confesercenti è il contratto di rete. In cambio gli esercenti chiedono di poter tornare ad osservare gli orari di tutti gli altri locali, piazza Verdi in primis.

Per come è strutturata, l’ordinanza genera diversi paradossi. Uno di questi è che gli alimentari della via, che vendono bottiglie di birra fresca come se fosse da asporto, non vengono toccati dall’ordinanza, mentre i locali vengono multati se i clienti lasciano un bicchiere all’esterno.
Il paradosso più grosso, però, è quello di Stefino, gelateria biologica insediatasi da un anno proprio in via Petroni, grazie ad un bando per la riqualificazione promosso da Mambo.
“Dovendo chiudere alle 11 perdo il 30% degli incassi – lamenta il titolare – Oltretutto devo restituire al Comune i soldi prestatimi per la start up, quando è il Comune stesso ad impedirmi di guadagnare i soldi che devo restituirgli”. Stefino, inoltre, lamenta che l’ordinanza colpisce anche chi propone un’offerta positiva e nuova allo stesso modo di chi propone attività fotocopia, come i cicchetti a due euro.