Il 25 novembre in concomitanza con la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, verrà indetto a livello nazionale uno “Sciopero delle Donne”.

Sciopero delle donne: mobilitazione il 25 novembre

Lo sciopero durerà per l’intera giornata ed è promosso, a livello locale, da un comitato composto da tante associazioni impegnate da mesi nella promozione e organizzazione dell’iniziativa. Tra tutte le realtà femminili che da anni si spendono per la causa e hanno reso storicamente Bologna una città particolarmente attenta e sensibile al tema dei diritti, quest’anno è significativo notare la presenza di collettivi studenteschi che hanno preso parte al dibattito.

Nonostante il lavoro svolto dai centri antiviolenza o la legge di recente introduzione, la violenza nelle sue varie espressioni è purtroppo ancora una piaga sociale. Dalla violenza verbale a quella fisica, tutti i comportamenti che implicano un abuso non possono più essere taciuti. Femminicidi, stupri, l’ irrisolta questione della parità di stipendio e delle dimissioni firmate al momento dell’assunzione, sono temi di cui il comitato si fa carico indicendo un corteo per rimarcare l’emergenza sociale e portarla all’attenzione della pubblica opinione.

Il corteo partirà alle ore 17.30 da Piazza XX settembre per arrivare al Nettuno. In apertura sfilerà uno striscione rosso con la scritta bianca “25 novembre giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne”. Una scelta non casuale perché il rosso non vuole significare il colore del sangue e della violenza, ma quello della lotta e della volontà di cambiamento. Una necessità di interruzione è incarnata dallo sciopero vero e proprio che si protrarrà per tutta la giornata. Tante le modalità partecipative: dall’indossare un indumento di colore rosso allo sciopero in senso stretto indetto dall’Rsu dove possibile. In ogni caso, sono previste fermate e brevi astensioni dal lavoro: proteste simboliche che avranno una fascia oraria comune dalle 11.45 alle 12.00. A mezzogiorno, inoltre, il sindacato dei trasporti farà suonare per tre volte il clacson di tutti gli autobus e dei treni in segno di adesione.

Resta il fatto che il 25 novembre non è una giornata di commemorazione delle vittime o una risposta risolutiva al problema. Contro la violenza non basta né una legge, né una manifestazione. Questa però può essere l’inizio di una riflessione che non deve riguardare solo le donne, ma la società nella sua interezza.

Lucia Occhipinti

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