In vista delle prossime elezioni amministrative, prosegue il percorso di messa in comune di esperienze differenti e di produzione di contenuti condivisi, avviato da un gruppo di realtà del mondo del welfare, della cultura e del lavoro radicate sul nostro territorio. Sono realtà impegnate a Bologna in progetti e pratiche di mutualismo e solidarietà, unite nel Manifesto per un Governo Condiviso della Città.  La parola chiave è “condivisione”: tornare a ragionare assieme per creare una nuova visione di città che dia una risposta alle diseguaglianze sociali fortemente acuitesi in seguito alla crisi economica e sanitaria.

La vera scommessa sarà convertire queste pratiche in un welfare che co-progetti i servizi futuri con le istituzioni tradizionali, i servizi socio sociali del comune. Per ora, e non è poco, c’è un bel pezzo di città che si è messo in movimento, oltre la contesa tra Lepore e Aitini, gli sbotti di Merola e il balletto “primarie sì primarie no primarie forse”.

Tra le realtà presenti, Arci Bologna, Cucine Popolari – Social Food, Fiom-Cgil Bologna, Associazione YaBasta! Bologna, Auser Bologna, Piazza Grande, Cantieri Meticci, Circolo Arci Brecht, Portico della Pace, Next Generation, Fondazione Grameen, Casa dei Popoli di Corticella, Red Bologna, Università della Strada – Gruppo Abele, Circolo Arci Uisp Ozzano.

Dopo la seconda assemblea del Manifesto, tenutasi lo scorso 11 marzo, abbiamo sentito Christopher Ceresi dell’Associazione Ya Basta! Bologna, coordinatore del tavolo Welfare.

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