Care ascoltatrici, cari ascoltatori,
le nuove disposizioni sull’intero territorio nazionale in merito all’emergenza sanitaria in atto hanno delle ripercussioni anche sulla radio. Come sapete, noi siamo un’emittente comunitaria, che è una forma (e sostanza) radiofonica ben diversa dalla radio privata commerciale e da quella pubblica. Nel decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci sono misure restrittive che, in una qualche misura, investono anche alcune e alcuni di noi e, anche qualora non ci investissero direttamente, abbiamo a cuore la salute pubblica, in particolar modo quella delle persone più fragili.

Al tempo stesso, è abbastanza prevedibile che le conseguenze economiche che questa emergenza provocherà – e che sta già provocando per il mondo della cultura, dei piccoli esercizi, delle precarie e dei precari – colpiranno anche noi che da sempre basiamo buona parte del nostro sostentamento sulla pubblicità di piccole attività di prossimità. Ma questa è una questione che affronteremo più avanti.

Oggi siamo consapevoli che, ancora più del solito, la radio è uno strumento fondamentale per le persone. Essendo vietati i contatti fisici e la vicinanza, tutte e tutti noi viviamo in uno stato di solitudine che molto spesso si trasforma in insicurezza e paura.
La forza della radio, di fronte a questa situazione, è proprio quella di valicare confini fisici e psicologici e raggiungere le persone, facendole sentire meno sole.
Abbiamo bene a mente questa responsabilità e metteremo ogni energia per raggiungervi e farvi sentire il nostro calore.

Radio Città Fujiko: un palinsesto d’eccezione

La situazione che stiamo vivendo in tutta Italia ci costringe a modificare la nostra programmazione. Nel farlo, però, abbiamo deciso di riflettere e analizzare come proporvi un’offerta radiofonica (come sempre gratuita) che tenga conto dei limiti che la legge ci impone, ma anche e soprattutto dell’opportunità di sperimentare che ci si presenta.
Fin dalla sua nascita, a metà degli anni ’20 del secolo scorso, la radio ha sempre rappresentato un territorio di sperimentazione di linguaggi, suoni, nuovi stili comunicativi.
Noi stessi, all’interno di questa cornice, siamo spesso stati pionieri della sperimentazione: basti pensare che siamo la prima radio in Italia ad utilizzare completamente software libero per il suo funzionamento.

Nel modificare il nostro palinsesto, quindi, abbiamo scelto di non puntare sull’emergenza, ma di puntare sull’eccezione. Potrà sembrare una questione meramente terminologica, quasi intellettualoide. Invece è sostanziale: affrontiamo questa situazione non con la paura dell’emergenza, ma con lo spirito pionieristico dell’eccezionalità. Solo così, infatti, possiamo essere tutte e tutti eccezionali.
Per fare ciò, un grosso contributo ci arriva dalla tecnologia, che oggi più di ieri ci permette di superare agevolmente e velocemente molti ostacoli presenti in passato. Mentre mettiamo a punto e cerchiamo di socializzare queste competenze con tutte le nostre redattrici e tutti i nostri redattori, però, vi chiediamo la pazienza di sopportare un volume basso o magari qualche altra imprecisione tecnica.

Permeabili alla comunità

Ma la vera energia che ci ha sempre alimentato, proprio per la forma che abbiamo deciso di darci più di quarant’anni fa, arriva dalla comunità. E non è solo l’energia che si misura col sostegno morale che non ci avete mai fatto mancare, ma anche l’energia che potete esprimere in molte altre forme.
Se volete mandarci un breve audio, un testo che avete composto, una playlist che vi piacerebbe ascoltare, ora più che mai siamo permeabili al vostro contributo.
Nell’incertezza che regna sovrana in questi giorni, abbiamo un’unica certezza: da questa situazione si può e si deve uscire solamente tutte e tutti insieme.

Il direttore
Alessandro Canella