Campi Aperti: alla ricerca di sostegno

L’Associazione Campi Aperti chiede il sostegno di cittadini e organizzazioni per convincere il Comune di Bologna a riconoscere il suo valore sociale, politico ed economico. Un impegno a favore dell’agricoltura contadina biologica.

Una petizione per sostenere i mercati agricoli biologici partecipati. Il destinatario è il sindaco di Bologna, Virginio Merola. A lanciare la raccolta di firme è Campi Aperti, associazione di produttori e consumatori del territorio bolognese che si impegna e lavora per il sostegno dell’agricoltura biologica e contadina.

Campi Aperti chiede al Comune di Bologna che venga riconosciuto il suo valore sociale, politico ed economico, oltre a un sostegno concreto attraverso una revisione complessiva dell’inquadramento normativo dell’attività dei mercati per la vendita diretta ed esclusiva dei prodotti biologici. Un aiuto che preveda l’esenzione dagli oneri comunali, o almeno una riduzione degli stessi, per far sì che esperienze di questo tipo non siano costrette a chiudere, ma anzi possano crescere e moltiplicarsi.

“Abbiamo chiesto una riduzione di queste tasse sui rifiuti e l’occupazione di suolo pubblico, perché paghiamo le stesse quote della Piazzola e altre esperienze commerciali di questo genere – spiega Marzia Gigli dell’Associazione Campi Aperti -, quando in realtà noi non produciamo rifiuti, e facciamo una educazione continua al riutilizzo e al riciclo”. Anche per quanto riguarda l’utilizzo di suolo pubblico, Marzia sottolinea come “i mercati di campi aperti sono sempre stati fatti in aree spesso abbandonate, quando non degradate. Zone che nelle giornate di mercato abbiamo restituito ad un uso sociale che prima non esisteva”.

Ciò su cui Campi Aperti vuole far leva e porre l’attenzione è dunque il valore che i mercati contadini rappresentano per la comunità, e il vantaggio che attraverso il loro lavoro va a beneficio di tutta la città. Un lavoro di cittadinanza attiva che vuole essere riconosciuto come tale: “E’ un bene comune. Si crea una socialità umana pacifica, non lasciamo rifiuti e rivitalizziamo delle aree. Perché tutto questo non deve essere riconosciuto da istituzioni che parlano sempre dell’importanza della cittadinanza attiva e delle iniziative dal basso?”.

Per chi volesse firmare la petizione di Campi Aperti può farlo a questo indirizzo.

Andrea Perolino