Scoperta un’altra lesione sul corpo di Stefano Cucchi morto dopo sei giorni di agonia nell’ottobre 2009. I medici della Procura ammettono di non aver notato la frattura più recente. Avvalorata la tesi sul pestaggio che determinò la morte del trentunenne romano.

Sono emerse essenziali novità per il processo che si sta svolgendo in Corte di Assise per il caso Cucchi. Una nuova frattura è stata trovata, dai periti della Procura, sul corpo di Cucchi nella vertebra coccigea L4. Essa sarebbe stata provocata dopo l’arresto, al contrario della frattura considerata pregressa sulla vertebra L3. Questa scoperta è fondamentale per dimostrare che la morte di Stefano è avvenuta a causa del pestaggio da parte della polizia nei sotterranei del tribunale di Roma in seguito all’arresto per spaccio di droga. E’ questa la tesi dei pm Vincenzo Barba e Francesca Loy.

I periti della Procura hanno affermato di non essersi accorti prima dalla frattura coccigea sulla vertebra L4 poichè si erano concentrati esclusivamente su quella pregressa, per altro di minore entità. La nuova frattura trovata sul corpo di Cucchi è compatibile con la morte del trentunenne romano avvenuta nell’ottobre 2009 dopo giorni di agonia. Questa scoperta della superperizia milanese potrebbe essere determinante per il processo.

Lucia Visani

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