Vertigo in onda su Radio Città Fujiko

La collaborazione fra il grande regista britannico ed il talentuoso compositore statunitense, giunge ad un punto di svolta epocale. Dopo gli esiti notevolissimi di “The man who knew too much” (“L’uomo che sapeva troppo” – 1956) e di “The wrong man” (“Il ladro” – ’57), ecco che si giunge, alla quarta collaborazione, al titolo che viene attualmente considerato il vertice assoluto del sodalizio fra Alfred Hitchcock e Bernard Herrmann, “Vertigo” (“La donna che visse due volte” – ’58), tra l’altro con i titoli di testa realizzati da Saul Bass (analogamente ai titoli successivi, “North by northwest” ovvero “Intrigo internazionale” del ’59, secondo la personale opinione dello scrivente l’autentico vertice del binomio Hitchcock/Herrmann e “Psyco” del ’60, ambedue oggetto delle successive puntate della trasmissione), che col suo particolare estro immaginifico spingerà i compositori coinvolti, a creare alcune delle migliori colonne sonore in assoluto, come il presente caso dimostra.

Rispetto alla partitura di “The trouble with Harry” (’55) trasmessa la settimana scorsa, che impiega un’orchestra a ranghi ridotti, qui la formazione richiesta è decisamente più ampia (clarinetti a 5), comprendendo, tra le altre cose, oltre ad un’ampia sezione d’archi, pure un organo ed un paio di strumenti elettronici, con una struttura complessiva assai più estesa ed ambiziosa (un’ora abbondante di musica contro la poco più d’una quarantina della precedente), risultandone al contempo una composizione (scritta dal 3 gennaio al 19 febbraio ’58) da un lato modernissima, dall’altro d’un fiammeggiante romanticismo, decisamente atipica ed originalissima rispetto all’epoca, come peraltro ci si poteva aspettare da una personalità vulcanica ed anticonvenzionale come quella di Herrmann. Inoltre qui si evidenzia una certa propensione dell’autore verso i ritmi spagnoleggianti, poichè se in “Vertigo” serpeggia un’habanera, nel successivo “North by northwest” verrà utilizzato un fandango.

Rispetto agli altri celebri film di Hitchcock, dei quali all’epoca le relative colonne sonore all’epoca, stranamente, non vennero pubblicate su disco, “Vertigo” è stato un poco meno sfortunato, poichè nello stesso ’58, uscì per la Mercury Living Presence, un estratto di 34 minuti di musiche dalla colonna sonora originale (ristampato su cd all’incirca a metà anni ’80), senza tener conto di una breve suite da concerto incisa nel ’68 dall’autore per la Decca/London. Purtuttavia erano troppi i brani esclusi dall’edizione discografica e per questo motivo la benemerita etichetta Varèse-Sarabande realizzò nel ’95 un’incisione (quasi) completa della partitura originale, disco che uscì l’anno successivo conseguendo il “Gramophone Award”, prestigioso premio assegnato dall’omonima rivista. Ma la casa statunitense fece anche di più, facendo uscire nello stesso anno pure la colonna sonora originale (quasi) completa, i 2 dischi risultando alla fine in qualche modo complementari l’uno all’altro.

A questo punto si trattava, per me, di decidere, quale dei 2 dischi trasmettere, pervenendo alla fine, per una serie di ragioni che spiegherò di seguito, ad una decisione salomonica, ovvero quella di trasmetterli entrambi, a distanza d’una settimana l’uno dall’altro.

Innanzitutto va detto che la registrazione della colonna sonora originale si rivelò una faccenda alquanto travagliata, poichè al momento in cui si doveva procedere alla registrazione delle musiche, in America ci fu uno sciopero generale dei musicisti, credo per rivendicazioni sindacali di natura salariale, per cui ci si dovette spostare in Inghilterra, soltanto che in quel caso, per motivi legali, il direttore d’orchestra non poteva essere straniero, per cui la scelta cadde (felicissimamente) sullo scozzese Muir Mathieson, pur’egli autore di colonne sonore, alla guida, in questo caso, della Sinfonia of London. Ma la faccenda non finisce qui, poichè poco oltre la metà del lavoro complessivo, i musicisti inglesi, solidarizzando con i colleghi d’oltre Oceano, si uniscono allo sciopero, per cui, per terminare le registrazioni altro spostamento in quel di Vienna (ignoro con quale altra orchestra). Pare che comunque, alla fine, lo stesso Herrmann fosse abbastanza soddisfatto dell’operato del suo collega britannico.

Fatto sta che, mentre le tracce registrate a Londra sono in stereo, quelle incise a Vienna sono in mono. Inoltre, poichè i nastri originali hanno risentito del tempo, risultando variamente deteriorati, questo ha reso la riedizione del ’96 alquanto problematica, tant’è che per 2 tracce, “Tombstone” e “Graveyard” (presenti però nella registrazione del ’95), stante l’eccessivo deterioramento del supporto originale, si è preferito rinunciare (nonostante l’alternativa d’una traccia di musica ed effetti, presente in una bobina rinvenuta in Spagna, utilizzata per il restauro del film). Per contro, rispetto alla realizzazione in studio del ’95, sono presenti ben 4 tracce inedite: “Mission organ”, “The streets”, “The past” e “The girl”. Penso che tutto ciò spieghi sia perchè la colonna sonora del ’58, risulti di qualità audio discontinua, sia il motivo perchè, in conclusione, abbia deciso di trasmettere entrambe le edizioni, non ultimo motivo il fatto che, mentre nella colonna sonora, i tempi ed i tagli sono quelli imposti dal ritmo delle sequenze cinematografiche, nella registrazione più recente, ci si mantiene il più possibile fedeli alle indicazioni della partitura originale, leggermente differenti da quelle adottate in sede filmica. La partitura originale è stata incisa dalla Royal Scottish National Orchestra diretta da Joel McNeely, dal 15 al 18 settembre del ’95, alla City Halls di Glasgow.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle 24, in streaming ed in fm 103.1mhz.

—- Gabriele Evangelista —-