La tragica spedizione polare del capitano Robert Falcon Alexander Scott (1865-1912) verso il Polo Sud, tesa inutilmente a battere sul tempo quella intrapresa dal norvegese Roald Engelbregt Gravning Amundsen (1872-1928), costituì il soggetto d’un film a colori, prodotto in Inghilterra dagli Ealing Studios ed uscito nel 1948 (guarda caso il medesimo anno in cui esce “The red shoes” di Powell e Pressburger, altra produzione britannica in technicolor caratterizzata da un’importante colonna sonora), “Scott of the Antarctic” (“La tragedia del capitano Scott”) di Charles Frend, con John Mills come protagonista (ed avente fra i direttori della fotografia Jack Cardiff, lo stesso di “Scarpette rosse”).

Ralph Vaughan-Williams (1872-1958), forse il più importante sinfonista anglosassone della prima metà del secolo scorso, creò per l’occasione, fra il ’47 ed il ’48, una colonna sonora memorabile, quasi 80 minuti di musica (anche se nel film ne viene utilizzata circa la metà), suddivisi in 41 brani, che sembrano anticipare lo stile di John Williams, di straordinaria tensione narrativa ed evocativa, con un ampio organico comprendente oltre ad una grande orchestra dotata d’una nutrita sezione di percussioni, tra cui tam-tam, campane tubolari, campanelli, xilofono e macchina del vento (sostituita però nella colonna sonora originale dal rumore d’autentiche folate di vento), organo, pianoforte, soprano e coro femminile (questi ultimi utilizzati solo per vocalizzi). La colonna sonora originale, registrata a partire dal 6 febbraio del ’48 al Denham Film Studio, venne diretta in gran parte da Ernest Irving ed in minima parte dall’autore stesso.

Conscio della bontà e dell’importanza di questo materiale, Vaughan-Williams lo riutilizzerà in buona parte successivamente per produrre un altro capolavoro, la grandiosa sinfonia n.7 “Sinfonia Antartica” (in italiano!) per soprano, coro femminile, organo ed orchestra, in 5 movimenti, composta fra il ’49 ed il ’52 (i passaggi d’organo del 3° movimento sono fra i più elettrizzanti di tutta la letteratura musicale), dedicata ad Ernest Irving, che ebbe la prima assoluta il 14 gennaio 1953, alla Free Trade Hall di Manchester, sotto la direzione di Sir John Barbirolli a capo del Coro e dell’Orchestra Hallé, col soprano Margaret Ritchie (la medesima che partecipò all’incisione della colonna sonora originale).

Anni dopo una prima incisione parziale delle musiche originali effettuata da Rumon Gamba per la Chandos Records, nel 2016 Martin Yates, ricostruendo l’intera partitura comprendente anche i brani non utilizzati nel film, trascrivendola ed editandola partendo dai manoscritti originali, ma con riferimento anche alla colonna sonora originale, ne ha realizzato il 31 agosto e l’1 settembre di quell’anno alla Caird Hall di Dundee, una splendida registrazione integrale per la Dutton/Epoch, con la sezione femminile del Royal Scottish National Chorus diretta da Gregory Batsleer, la Royal Scottish National Orchestra, il soprano Ilona Domnich e l’organista Christopher Nickol, oggetto della puntata di giovedì 12 novembre.

Fra i miei ricordi personali, una presentazione, anni fa, in seno a “Radiotresuite”, dell’edizione italiana del diario del capitano Scott con lettura di alcuni brani, piuttosto interessante, ed un bel libro fotografico sulla sfortunata spedizione che sfogliai, circa un lustro fa, in un negozio del centro storico di Bologna.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle ore 24, in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-