E’ opera d’un tedesco, quello che, fino ad oggi, è da considerarsi il più lungo concerto per violino mai composto che, nonostante l’indubbia felicità inventiva, proprio per questo motivo, è raramente eseguito dal vivo. Composto fra il 1907 ed il 1908, il concerto per violino ed orchestra in la magg. op.101 di Max Reger (1873-1916), condivide con quello di Busoni, per pianoforte, coro maschile ed orchestra, presentato la scorsa settimana, la scarsità d’esecuzioni dal vivo a causa della sua lunghezza, pur con le ovvie differenze. A parte il minutaggio assai più ridotto, rispetto al lavoro dell’italiano (in questo caso, le poche incisioni discografiche oscillano fra i 53 ed i 57 minuti), c’è da rilevare la minor imponenza dei mezzi utilizzati (soltanto il solista ed un’orchestra meno ampia), dovuta anche al fatto che, mentre il concerto di Busoni intendeva superare i limiti della forma canonica, dilatando il numero dei movimenti ed introducendo elementi eterogenei in un risultato finale che sa più di sinfonia concertante che di concerto classicamente inteso, Reger adotta come modello esplicito, in primo luogo, l’omologo concerto brahmsiano, ma anche riferendosi ai concerti violinistici di Beethoven e di Mendelssohn-Bartholdy, riallacciandosi quindi alla tradizione classico-romantica, sia pur dilatata ed esasperata armonicamente, secondo i canoni d’un tardoromanticismo estremo, tipico del periodo.

Questo lavoro, classicamente strutturato nei 3 canonici movimenti, col movimento lento in posizione centrale, resta comunque parecchio impegnativo per il solista e la critica principale rivoltagli, riguarderebbe una certa pesantezza dell’orchestrazione e perciò un difficile equilibrio col solista (ma la perizia degli interpreti può fare parecchio per non farla avvertire troppo, pur senza snaturare la sostanza del lavoro). Difatti Rudolf Kolisch, allievo del compositore, ne realizzò una versione con orchestra da camera, ed anche Adolf Busch, fra i primi interpreti, nel ’38, ne creò un’altra versione, discussa, che ne alleggerisce la tessitura sinfonica. In ambo i casi ci si proponeva di favorirne le esecuzioni dal vivo, intento purtroppo sostanzialmente mancato, così come poche risultano le incisioni discografiche (assai meno fortunato in ciò del lavoro busoniano), un vero peccato, poichè questo concerto meriterebbe senz’altro una più ampia diffusione.

L’edizione proposta, registrata alla Lukaskirche di Dresda nel maggio dell’81, originariamente per la VEB Deutsches Schallplatten di Berlino Est e ristampata in cd dalla Berlin Classics, segue l’orchestrazione originale di Reger.

Un Tocco di Classico va in onda il giovedì a mezzanotte sui 103.1 FM di Radio Città Fujiko!

—- Gabriele Evangelista —-