Serie televisiva ad alta tensione americana dei primissimi anni ’60, introdotta, ad ogni episodio, da un celeberrimo attore di film dell’orrore, “Thriller”, per le cui musiche ci si avvalse di brani sia preesistenti, sia composti appositamente, in quest’ultimo caso da musicisti del calibro di John Williams e di Jerry Goldsmith (1929-2994)!

“AS SURE AS MY NAME IS BORIS KARLOFF, THIS IS A THRILLER!”, con queste parole (o sue varianti), il leggendario attore cinematografico introdusse, ogni settimana, dalla fine del 1960 fino all’estate del 1962, ciascun episodio di circa un’ora, con trame all’insegna della tensione e del macabro, come non si era mai osato prima, in ambito televisivo (anche se, pensando a “Psycho” di Hitchcock, che, guardacaso, ideato inizialmente proprio come produzione televisiva a basso ed uscito in sala per giunta nel ’60, è difficile non ritenere che non abbia costituito un modello da cui attingere, se poi ci aggiungiamo le quasi coeve serie televisive “Alfred Hitchcock presents…” ed “Alfred Hitchcock’s hour”…)

Per questa produzione, Jerry Goldsmith (“Papillon”, “Poltergeist”, “Patton”, “Chinatown”, fra i titoli più celebri) realizzò le musiche di 16 episodi (circa un terzo di quelli comprendenti brani originali), avendo a disposizione, come nel caso di Herrmann, anzi direi decisamente di più, un organico ridotto che, in questo caso, variava dai 12 ai 14 musicisti. Ma nonostante tali limitazioni (in taluni casi sono assenti i violini, in altri sono presenti strumenti elettronici, in altri ancora tastiere e strumenti a pizzico), l’esito complessivo è notevole per varietà dinamica, timbrica, coloristica, atmosferica (a tratti non immemore del modello herrmanniano), con combinazioni inusitate fra archi, fiati e percussioni, all’insegna d’un marcato sperimentalismo, con un’armonia inquieta, che sfocia sovente nell’atonalità. Per fortuna, fin d’allora i produttori ne compresero il grande valore, dando a queste musiche, in fase di produzione, un rilievo assai maggiore rispetto alla media delle serie televisive.

Le musiche di 12 di questi episodi, formano l’oggetto delle puntate di “Un tocco di classico”, di giovedì 5 e giovedì 12 marzo. In coda a quella del 12, verrà trasmesso, di seguito alle musiche di Goldsmith, anche il “Teakwood Nocturne” per violino e pianoforte (originariamente per solo pianoforte, ma riarrangiato in quest’ultima forma da Leigh Phillips, in vista dell’incisione discografica), di Caesar Giovannini (1925-2017), altro musicista originariamente coinvolto in questa produzione, brano contenuto nell’episodio “Terror in Teakwood”, che col suo carattere romanticheggiante, ben contrasta con le spigolosità ed angolosità tutte novecentesche, della musica di Jerry Goldsmith.

Le registrazioni di queste musiche sono state effettuate agli Smecky Music Studios di Praga, nel novembre 2016 e nel dicembre 2017, per la Tadlow Music Ltd., ed interpretate da elementi dell’Orchestra Filarmonica della Città di Praga (orchestra prevalentemente da studio di registrazione, comprendente circa 90 elementi complessivi, in gran parte provenienti dalle 5 principali orchestre cittadine, a cui s’aggiungono alcuni musicisti liberi professionisti), diretti da Nic Raine, con Lucie Svehlova al violino e Jaromir Klepac al pianoforte, nel brano di Giovannini.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle 24 in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-