Storia d’un’ex ballerina russa costretta a diventare agente segreto per agganciare un suo omologo della CIA, al fine di scoprire l’identità d’una talpa d’alto rango operante in patria, invischiatasi in un vortice d’inganni e di violenza, “Red Sparrow”, film del 2017 di Francis Lawrence dal modesto successo di pubblico e di critica, si avvale però di una bella colonna sonora che, a parte l’utilizzo dell’adagio dal concerto per pianoforte ed orchestra di Edvard Grieg, reca la firma di James Newton Howard (1951), compositore, arrangiatore, orchestratore, tastierista e paroliere, con trascorsi nel mondo del pop, del country e del rock.

James Newton Howard iniziò a comporre la partitura per questo film (che si avvale delle orchestrazioni di Pete Anthony, Jeff Atmajan, Jon Kull, Philip Klein e Peter Boyer) , prima ancora d’averne visto anche soltanto una sequenza, avendo come riferimenti dichiarati il balletto “L’oiseau de feu” di Igor Stravinski ed il “Requiem KV 626” di Wolfgang Amadeus Mozart (completato da Franz Xaver Suessmayr), quest’ultima cosa particolarmente evidente nel brano n.19 della colonna sonora, precisamente il penultimo, “Didn’t I do well?”.

Le musiche di questa partitura, in cui ad un’orchestra sinfonica e ad un coro, si fondono le sonorità di un “consort” di strumenti antichi (formato da 2 violini da gruppo folcloristico, una viola da gamba ed un violoncello barocco), tastiere e sintetizzatori elettronici, con momenti più sperimentali che si alternano a quelli più tradizionalmente sinfonico-corali e con atmosfere angosciose a tratti non immemori di Bernard Herrmann, vennero registrate nell’ottobre del 2017 agli Air Lyndhurst Studios di Londra e si avvalgono, per la sola ouverture e per i titoli di coda, della direzione del prestigioso compositore e direttore d’orchestra svedese, Esa Pekka-Salonen (1958), mentre, per tutto il resto, la direzione è di Pete Anthony, ed inoltre al coro London Voices s’alternano Terry Edwards e Ben Parry. Vista la presenza di Salonen, sospetto che l’orchestra, anonima immagino per ragioni sindacali, utilizzata per questa incisione, sia in realtà la Philarmonia Orchestra (di quest’ultima, però, vengono elencati i singoli componenti nel libretto del cd), orchestra ch’egli ha diretto in passato, ma, onestamente, lo dichiaro con beneficio d’inventario.

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—- Gabriele Evangelista —-