Terza versione cinematografica su questo soggetto, la prima col sonoro ed in technicolor, il film “The adventures of Robin Hood” (“La leggenda di Robin Hood” – 1938) di Michael Curtiz e William Keighley, con Errol Flynn ed Olivia de Havilland, ritenuto a tutt’oggi forse la migliore trasposizione in assoluto di questa storia, entrò da subito nella leggenda, esempio sommo del genere “cappa e spada”, anche grazie se non soprattutto alle celeberrime musiche composte dall’ebreo austriaco (ma di origini morave) Erich Wolfgang Korngold (1897-1957), che gli valsero il secondo Oscar della sua carriera.

Curiosamente, si può dire che questa commissione, abbia praticamente salvato la vita a Korngold, poichè poco prima d’iniziarne a comporre le musiche, avvenne l’annessione dell’Austria da parte dei nazisti, con relativa confisca della sua casa di Vienna, per cui il ritorno in patria era decisamente sconsigliabile e fu giocoforza decidere di rimanere in America. Se si pensa che poi s’è scoperto che Errol Flynn, l’attore protagonista del film, faceva la spia proprio per i nazisti…

Per questo film, la Warner Brothers fece le cose veramente in grande, preventivando un fondo iniziale di 1.600.000 $ dell’epoca (lievitati alla fine a 2.000.000, ma incassandone il doppio in totale a livello di circolazione mondiale, una volta uscito in sala), ingaggiando attori prestigiosi, utilizzando la allora nuovissima tecnologia del technicolor, facendo registrare la colonna sonora, agli inizi del mese d’aprile del ’38, con quanto di meglio esistente all’epoca e mettendo a disposizione di Korngold un’orchestra di 65 elementi, la Warner Brothers Studio Orchestra, dotata di ottime prime parti.

Nonostante l’impatto esercitato da queste musiche, occorrerà aspettare l’agosto del ’61 per vederne una breve selezione registrata per il disco, purtroppo la miopia delle case discografiche del periodo non concepiva la pubblicazione di colonne sonore nonostante l’evidente richiesta del pubblico. Questo assurdo tabù verra rotto finalmente nel ’42, con l’uscita delle musiche di Miklos Rosza per il film “The Jungle Book”, dopodichè la situazione è progressivamente migliorata, tant’è che l’edizione di “The adventures of Robin Hood” propostavi nella puntata di giovedì 22, è una più che completa ricostruzione della partitura originale realizzata dal fido John Morgan, modernamente registrata (il tipo di situazione che decisamente prediligo).

Per l’orchestrazione Korngold s’avvalse di Hugo Friedhofer (a sua volta autore anch’egli di musica per il cinema, come “The maltese falcon”), il quale a sua volta si fece aiutare da Milan Roder, riuscendo a completare il tutto nell’arco di 7 settimane. Il risultato furono circa 82 minuti di musica complessivi, non tutta però registrata ed utilizzata per il film, che ne dura 102. L’organico orchestrale utilizzato, ampio in relazione alle produzioni cinematografiche coeve, comprende oltre agli archi, 3 flauti (di cui 1 raddoppiato all’ottavino), 2 oboi (di cui 1 raddoppiato al corno inglese), 3 clarinetti (col terzo raddoppiato al clarinetto basso), 2 fagotti (col secondo raddoppiato al controfagotto), 2 sassofoni, 4 corni francesi, 7 trombe, 6 tromboni, tuba, 2 arpe, pianoforte, celesta, 2 vibrafoni, 8 percussionisti e 2 chitarre.

La ricostruzione della partitura integrale da parte di John Morgan, effettuata anche con l’aiuto del direttore William T. Stromberg, nonostante l’ausilio di varie fonti cartacee ed audiovisive, si è rivelata particolarmente difficoltosa, ma il risultato finale, registrato negli studi della Mosfilm nel febbraio del 2003, con l’Orchestra Sinfonica di Mosca, ed uscito nel settembre di quell’anno, resta una delle autentiche gemme in seno alla collana “Film Music Classics” della Marco Polo/Naxos Records. Gemma ulteriormente impreziosita, nella riedizione del maggio 2015 (quella oggetto della trasmissione), dall’ulteriore aggiunta d’un brano inedito.

Così come il film resta un modello assoluto del suo genere, anche il disco relativo risulta un perfetto paradigma di come queste musiche debbano essere riproposte, esemplare pure nel libretto d’accompagnamento, costituito da una quindicina di pagine densissime di note altamente interessanti stilate da vari esperti, compreso lo stesso John Morgan (peccato siano nel solo inglese), a cui rimando, scaricabili e stampabili dal sito della stessa Naxos.

Se penso che, quando devo comporre questi articoli di presentazione, mi trovo sovente in serissime difficoltà, poichè, nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto i dischi di colonne sonore originali, anche recenti, hanno libretti con note di commento risicate o nulle ed anche navigando in rete si rimane con un palmo di naso, in circostanze come quella presente, comunque assai preferibili, la difficoltà è semmai contraria, poichè, avendone persino d’avanzo, debbo cercare di sintetizzare il più possibile, per evitare il classicissimo “effetto Treccani” (bau, bauu, wof! Scusatemi!).

“Un tocco di classico” va in onda tutti i giovedì alle 24 in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-