Antimilitarista per principio, seguace di Jung, sull’onda emotiva della notizia del tragico destino d’un adolescente ebreo, poco prima dello scoppio del 2° conflitto mondiale, un emergente compositore britannico crea un’imponente meditazione musicale sull’assurda atrocità della guerra e sull’oppressione dei popoli. Sir Michael Kemp Tippett (1905-1998), compositore fra i più dotati ed influenti della sua generazione, obiettore di coscienza il cui pacifismo ad oltranza gli creò non pochi problemi nel periodo bellico, compose, su un proprio testo, “A child of our time” fra il ’39 ed il ’41. La prima assoluta, ritardata per motivi d’opportunità politica, avvenne il 19 marzo ’44, al Royal Adelphi Theatre di Londra con grande successo, costituendo uno degli eventi musicali più rilevanti di quel periodo.

Modellato sugli esempi bachiani ed haendeliani, questo oratorio di grandissima immediatezza espressiva, include in seno alla sua struttura, pure 5 spiritual, inclusi in quanto canti d’oppressione e di schiavitù provenienti da altra epoca e da diversa latitudine, il loro utilizzo finendo per enfatizzare ulteriormente la drammaticità della composizione, in maniera singolarmente efficace ed originale. All’origine di questo ampio affresco, stanno le drammatiche vicissitudini di un rifugiato ebreo polacco diciassettenne, Herschel Grynszpan, la cui famiglia, residente in Germania, venne arrestata dalla Gestapo ed ammassata sul confine polacco insieme a migliaia d’altre persone. Riparato illegalmente in Francia, per tramite degli zii, nel novembre del ’38, sparò, uccidendolo, ad un diplomatico all’Ambasciata Tedesca a Parigi, venendo catturato ed arrestato dalle autorità francesi. A causa di ciò, per rappresaglia, i nazisti diedero l’avvio alla tristemente nota “notte dei cristalli”, in cui vennero prese di mira tutte le case e le attività della comunità ebraica e bruciate le sinagoghe, con migliaia di persone arrestate, lapidate o picchiate a sangue.

L’edizione proposta nella puntata di giovedì 28 alla mezzanotte è una registrazione dal vivo del ’78, autorevolmente diretta dallo stesso compositore in America, a riprova del progressivo successo a livello internazionale di questo lavoro. Successivamente, Tippett ne registrerà nel ’91, in patria, un’edizione in studio, per la Collins Classics (ristampata dalla Naxos), alla veneranda età di 86 anni!

—- Gabriele Evangelista —-