Un film biografico ed un film western, dalle atmosfere contrastanti, realizzati a breve distanza l’uno dall’altro, danno la prova della estrema versatilità d’un grandissimo compositore di colonne sonore, in questo “doppio biglietto” offerto dalla presente puntata della trasmissione.

“Prince of players” (“Il principe degli attori” – 1954) debutto registico dello sceneggiatore Philip Dunne, con Richard Burton e John Derek, è una biografia dell’attore shakespeariano statunitense del 19° secolo Edwin Booth, per la quale Bernard Herrmann (1911-1975), avente in comune col regista la passione per il teatro e la letteratura anglosassoni, compose l’ennesima eccellente colonna sonora, utilizzando un’orchestra normale, eccetto che per l’organo ed una sezione più ampia di clarinetti, suddivisa in piccoli gruppi cameristici e solo raramente utilizzata a pieno organico.

Nel corso delle discussioni con Dunne riguardo al piazzamento delle musiche nella vicenda, durate una settimana, ambedue convennero di ometterle, contrariamente al suggerimento di Richard Burton, nelle scene in cui si svolgono le rappresentazioni teatrali, in quanto ritenute dotate d’una propria musicalità intrinseca. Dalle musiche per il film, in questa sede se ne ascolterà una breve suite da concerto arrangiata da John Morgan.

“Garden of evil” (“Il prigioniero della miniera” – 1954), western di Henry Hathaway, con Gary Cooper, Susan Hayward e Richard Widmark, è la tipica produzione della 20th Century Fox della prima metà degli anni ’50, in cui contano più i dettagli (fotografia, scenario, musica), se così si può dire, che la storia in sè. Technicolor, Cinemascope e suono stereofonico, erano le principali armi di Hollywood per contrastare la crescente concorrenza della televisione, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra.

Unica colonna sonora western della carriera di Herrmann, è la sua terza registrata su 3 canali (un particolare tipo di stereofonia che prevedeva pure un canale centrale, oltre al sinistro ed al destro), cosa che il compositore sfruttava abilmente a fini espressivi, come ben dimostra la presenza di 9 percussionisti (e tripli piatti e grancassa) in organico.

La partitura di 140 pagine, fu realizzata nell’arco di 48 giornate, dal 10 marzo al 26 aprile ’54 e registrata negli studi della Fox, il 28 e 29 aprile, e l’1 maggio. L’essere stata creata in un periodo in cui Herrmann era particolarmente oberato d’impegni (le musiche per la serie di radiodrammi settimanali in diretta, “Crime Classics”, della KNX di Los Angeles; le musiche, assieme ad Alfred Newman, per il film “The Egyptian” ovvero “Sinuhe l’egiziano”, su speciale richiesta del produttore Darryl Francis Zanuck, iniziate il 4 maggio di quell’anno), non ne sminuisce affatto le notevolissime qualità (nel brano “The church” riecheggia l’arcinoto tema duecentesco del “Dies Irae”), confermandosi Herrmann compositore di notevole talento anche nelle sue colonne sonore meno note, assai più versatile di quanto l’usuale abbinamento con Hitchcock non farebbe supporre, pur restando sempre stilisticamente riconoscibilissimo. Queste musiche saranno trasmesse nell’accurata ricostruzione di John Morgan.

Il disco in questione, registrato nell’ottobre del ’96, negli studi della Mosfilm, dall’Orchestra Sinfonica di Mosca diretta da William T. Stromberg, fa parte della meritoria serie “Film Music Classics” della Marco Polo/Naxos Records, che ha contribuito alla riscoperta d’autentici tesori come nel presente caso, molti dei quali dovuti proprio al tandem Morgan/Stromberg.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle 24 in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-