Stante i tempi ristretti previsti per la realizzazione del film “The Egyptian” (“Sinuhe l’Egiziano” – 1954) di Michael Curtiz, il produttore Darryl Francis Zanuck fu costretto, per la parte musicale, ad affiancare ad Alfred Newman (1900-1970), suo musicista prediletto, ma già impegnato, tra le altre cose, pure in un musical (“Show Business / There’s No Business like Show Business”, “Follie dell’anno” come titolo italiano, primo musical in Cinemascope e suono stereofonico della Fox, basato su canzoni d’Irving Berlin), un altro compositore. Inizialmente indeciso fra Franz Waxman e Bernard Herrmann, optò alla fine su quest’ultimo, su consiglio dello stesso Newman, che, nel frattempo, per lealtà verso Zanuck, si era avvalso, per la realizzazione dei numeri corali del musical, dell’aiuto del fratello Lionel e pur sgravandosi dall’impegno principale, non si sentiva in grado, da solo, di rispettare i tempi di realizzazione previsti, nonostante fossero stati procrastinati.

In principio, Newman si sarebbe limitato a fornire i temi da far sviluppare ad Herrmann, che avrebbe figurato quindi come compositore principale e difatti su alcuni brani della partitura, compare la scritta “Musica sviluppata da Bernard Herrmann su temi composti da Alfred Newman”. Quando però la data della prima assoluta venne nuovamente posticipata, Herrmann, soggetto con cui non era notoriamente facile lavorare assieme, in un singolare gesto di rispetto verso il collega più anziano, convinse Newman a realizzare la colonna sonora a quattro mani, figurando perciò come coautore. – / / –  Per cui si ebbe, alla fine, che Newman, per i brani interamente di suo pugno, si affidò al suo orchestratore abituale, Edward Powell, mentre Herrmann, secondo la sua prassi abituale, orchestrò la sua parte interamente di suo pugno. Inoltre, per la stesura di un paio di brani (“The Chariot Ride” e “Pursuit”), si servì d’una traccia di click di sincronizzazione con le immagini, cosa che faceva assai di rado. Per l’incisione della colonna sonora, effettuata con tecnologia stereofonica su 4 canali, i due si alternarono nella direzione dell’orchestra, ciascuno per i propri brani. Tralaltro con due diversi stili direttoriali, Newman prediligendo la precisione, la levigatezza, l’assoluta bellezza del suono, Herrmann, al contrario, ricercando energia, contrasti dinamici in primo piano, tendendo decisamente verso una più barbarica asprezza.

Per questa musica venne utilizzata, oltre al coro misto (differentemente da Newman, situazione inconsueta per Herrmann, che lo riutilizzerà soltanto nel ’75 per “Obsession” di Brian De Palma; per giunta, a causa di motivi tecnici, le parti corali vennero registrate separatamente ed aggiunte in un secondo tempo), un’ampia orchestra comprendente 3 flauti, tutti con raddoppio al flauto traverso ed all’ottavino, 3 oboi con raddoppio al corno inglese ed 1 anche con raddoppio all’oboe d’amore ed all’oboe basso, 5 clarinetti di cui 2 clarinetti bassi, 3 fagotti di cui il terzo anche come controfagotto, 4 corni, 3 trombe in do, 3 tromboni e tuba. Inoltre sono presenti 5 percussionisti che, oltre all’usuale armamentario, suonano una serie di strumenti esotici come tamburelli baschi, nacchere, sistri e castagnette. A ciò s’aggiungono 2 arpe, celesta, organo a canne, pianoforte ed archi.

Nonostante l’apporto di 2 grandi personalità così diverse, la colonna sonora, certamente non immemore di “Shéhérazade” di Rimski-Korsakov, si dimostra tutt’altro che disomogenea, con un risultato finale pienamente convincente, tanto da poter avere una propria vita al di fuori dell’ambito cinematografico.

Dei circa 100 minuti complessivi della partitura, se ne ascolterà in questa sede, un’ampia selezione d’una settantina, curata dallo specialista John Morgan ed incisa dal Coro e dall’Orchestra Sinfonica di Mosca diretti da William T. Stromberg negli studi della Mosfilm di Mosca, nel marzo ed aprile 1998, per la Marco Polo/Naxos Records.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle ore 24 in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-