North by northwest

Un autentico caleidoscopio di caotiche disavventure per il protagonista di “North by northwest” (“Intrigo internazionale” – 1959), forse il miglior film in assoluto d’Alfred Hitchcock (e senz’altro quello preferito dallo scrivente), ancora una volta sottolineato dai dinamicamente cangianti titoli di testa di Saul Bass e dalla turbinosissima musica di Bernard Herrmann!

Tutte le tipiche caratteristiche di Hitchcock (tensione, ironia, umorismo, commedia demenziale, sentimento, erotismo), convergono al massimo grado in questa pellicola (la più lunga del regista, circa 136′), dalla spettacolare fotografia a colori in formato panoramico VistaVision Technicolor e da una serie di grandiose sequenze rimaste giustamente celebri, con una squadra d’attori da manuale, il tutto straordinariamente amplificato dalle vorticose composizioni di Herrmann.

Se nel precedente “Vertigo” (’58), serpeggiava un ritmo di habanera, è un vivace fandango quello che apre i titoli di testa di “North by northwest”, a riprova, come già detto, dell’innata propensione d’Herrmann per i ritmi spagnoleggianti. In questa colonna sonora, formata da una cinquantina di brani in toto (compresi quelli non utilizzati), 4 di essi non sono originali di Herrmann, trattasi di “It’s A Most Unusual Day” di Jimmy McHugh, di “Rosalie” e di “In The Still Of The Night”, ambedue di Cole Porter e “Fashion Show” di Andre Previn (diretto da Charles Wolcott), che col loro carattere sentimentale e salottiero, ben contrastano con le restanti musiche.

Fatto assai rilevante, Herrmann compose ed orchestrò queste musiche nell’arco di 51 giorni, a partire dal 10 gennaio ’59, subito dopo aver terminato quelle per l’episodio pilota della serie televisiva “The Twilight Zone”, secondo la sua consueta prassi, lavorando sull’intera trama del film, dall’inizio alla fine, giungendo alla 140° ed ultima pagina della partitura, il 2 marzo. Le musiche vennero registrate a Culver City in California, dapprima i 4 brani non originali, in mono, il 9 aprile, successivamente, in stereo, il 23 e 24 aprile ed il 14 e 15 maggio, tutto il resto, con la M-G-M Studio Orchestra diretta dall’autore.

Purtroppo, i nastri originali di questa colonna sonora, proprio per il fatto di non essere più stati utilizzati dopo l’uscita del film, si presentavano in uno stato di deterioramento ancora più accentuato rispetto a quelli di “Vertigo”, soprattutto le tracce stereo erano quelle penalizzate in misura maggiore, ma nonostante le evidenti imperfezioni ed i piccoli tagli (soprattutto nel finale) praticati alla partitura originale per esigenze cinematografiche, l’ascolto vale senz’altro la pena!

Nel 1980, uscì un disco della Varèse-Sarabande, registrato in digitale a Londra col sistema Ambisonic, il 20 novembre ’79, dalla The London Studio Symphony Orchestra diretta da Laurie Johnson, comprendente circa 36′ della partitura originale, con dei tempi generalmente più lenti rispetto a quelli della colonna sonora, ma l’ho ritenuto scarsamente proponibile, sia per il ridotto minutaggio, sia per il livello estremamente basso dell’incisione, che lo rende scarsamente radiofonico, secondo me. Purtroppo ho mancato l’incisione integrale della partitura originale, per la medesima casa discografica, realizzata (in tiratura limitata e numerata, sic!) da Joel McNeely e la Royal Scottish National Orchestra, credo nella seconda metà degli anni ’90, per cui, di più, in questo caso, non posso fare!

Un Tocco di Classico va in onda il giovedì a mezzanotte sui 103.1 FM di Radio Città Fujiko!

—- Gabriele Evangelista —-