Così si potrebbe definire lo stile d’un compositore austriaco, genero d’Arnold Schoenberg, che ha avuto fra i suoi allievi Erich Wolfgang Korngold, futuro compositore di grandi colonne sonore dell’epoca d’oro di Hollywood. In realtà, Alexander von Zemlinski (1871-1942), condivide questa singolare caratteristica con altri suoi colleghi del periodo, tra cui Franz Schrecker (1878-1934), con un linguaggio postwagneriano d’un tardoromanticismo estremo spinto fino alle soglie dell’espressionismo, talvolta con venature impressionistiche, opulento e sfarzoso timbricamente, con un’armonia che giunge fino alla atonalità, influenzato da Mahler, Reger e Richard Strauss e che a sua volta influisce sugli stessi Schoenberg, Berg e Webern, ovvero gli esponenti della cosiddetta seconda scuola di Vienna, oltre che costituire il modello dei compositori hollywoodiani d’origine austro-tedesca, come Max Steiner e Franz Waxman.

Esempio evidente di ciò è il poema sinfonico, o meglio, fantasia sinfonica in 3 movimenti, “Die seejungfrau” (“La sirenetta”), tratta dall’omonima fiaba di Andersen, composta da Zemlinski fra il 1902 ed il 1903, qui proposto nell’edizione critica di Anthony Beaumont, incisa dal 2 al 4 settembre 2014 al Centro Musicale di Helsinki per la Ondine, che recupera una quarantina di pagine di partitura del secondo movimento, ovvero all’incirca 4 minuti di musica assenti nelle precedenti incisioni ed esecuzioni, motivo principale della mia scelta.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì dalle ore 24 su Radio Città Fujiko, in fm 103.1 mhz ed in streaming.

—- Gabriele Evangelista —-