Un tipo ombroso ed irascibile, lo svedese Gustaf Allan Pettersson (1911-1980), il quale raggiungeva i suoi picchi di creatività nei momenti più critici della sua esistenza.

Colui che è senz’altro il più importante sinfonista scandinavo della seconda metà del ‘900, (17 sinfonie in totale, tipicamente nella forma d’un unico movimento, anche se la prima è restata incompiuta, mentre l’ultima è rimasta allo stadio di breve frammento, il tutto compreso cronologicamente nella conclusiva trentina d’anni della sua vita), difatti toccò l’apice nel 1970 con la 9^ sinfonia, la più lunga, in un unico tempo della durata d’una settantina di minuti, essendo reduce da una lunga e disastrosissima degenza ospedaliera.

Ma pure con la 13^ (1976), oggetto della puntata di giovedì 26 agosto, non scherzava affatto! Come usuale, è per grande orchestra, in un’unica campata, questa volta della durata di 66 minuti, di poco inferiore alla 9^ quindi! Ciò che la permea, in gran parte, è un vero e proprio furore lavico, dovuto ad una certa situazione verificatasi tempo addietro.

Anni prima, v’era stato un crescente interesse nei confronti della sua musica da parte degli Stati Uniti, alcune incisioni discografiche di suoi lavori avevano ottenuto un notevole riscontro critico e la Svezia lo considerava il suo sinfonista per antonomasia. Per cui, quando la Filarmonica di Stoccolma annunciò la sua tourneè americana prevista per l’autunno del ’75, egli dava per certo che nel programma fosse inclusa la sua 7^ sinfonia, il lavoro più noto ed apprezzato.

Successivamente, poichè si rese conto che non era affatto così, la sua furia esplose a tal punto da generare un accesissimo dibattito pubblico fra rappresentanti dell’orchestra e giornalisti musicali, culminato in una lettera aperta dello stesso Pettersson al quotidiano Dagens Nyheter del 7 giugno di quell’anno.

Conseguentemente a ciò, proibì all’orchestra di suonare tutte le sue composizioni, aggiungendo che tutte le esecuzioni di suoi lavori programmati per la corrente stagione fossero immediatamente cancellate, compresa la prima assoluta della sua 12^ sinfonia, composta per i 500 anni dell’Università d’Uppsala, che cadevano nel ’77.

Soltanto un anno dopo, nel giugno del ’76, mentre stava ancora lavorando alla 13^ sinfonia, si decise finalmente a rimuovere il bando, dopo aver ricevuto rassicurazioni da parte del principale responsabile e portavoce dell’orchestra circa le loro intenzioni di promuovere seriamente la sua musica!

La 13^ sinfonia, recante un’altra delle caratteristiche peculiari di questo autore, ovvero la contrapposizione fra tonalità ed atonalità, terminata nell’agosto del ’76, gli era stata originariamente commissionata dal Festival di Bergen per il suo 25° anniversario, che cascava l’anno successivo. Ma, a causa dell’ampiezza e della complessità del lavoro, l’esecuzione fu dapprima posticipata d’un anno, per poi essere annullata. Tant’è che la prima esecuzione pubblica in terra svedese si avrà addirittura nel 2014, a Norrkoping, con gli stessi interpreti dell’incisione proposta in questa sede.

Altra caratteristica degna di nota di questa opera, la presenza di brevi riferimenti stilistici a molti altri compositori, da Beethoven a Shostakovich (quest’ultimo morto proprio l’anno prima della composizione di questa sinfonia). – / / – L’edizione presentata, registrata alla Sala da Concerto Louis de Geer di Norrkoping in Svezia, nel gennaio 2015, dall’Orchestra Sinfonica locale diretta da Christian Lindberg (che ha iniziato la sua carriera come trombonista), fa parte d’una erigenda integrale sinfonica comprendente anche sia le 2 sinfonie incompiute, sia altri lavori orchestrali (oltre che 3 documentari sul musicista), in corso di realizzazione da parte della casa discografica Bis.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle ore 24, in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-

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