Lavorare con strumenti associati al mondo della musica classica, è stato un marchio di fabbrica di Sir Paul McCartney, fin dal periodo in cui faceva parte dei Beatles, grazie innanzitutto all’apporto di George Martin, il loro produttore, ma anche un solido compositore di colonne sonore di stampo sinfonico, come già scrissi in precedenza.

Il memorabile utilizzo d’un quartetto d’archi per “Yesterday”, un complesso da camera inserito in “Eleanor Rigby”, ed addirittura un’orchestra in “She’s leaving home”, un corno francese in “For no one”, un trombino (piccola tromba acuta) in “Penny Lane”, sono soltanto alcuni fra gli esempi più eclatanti (non per niente Luciano Berio arrangiò 5 canzoni dei “Fab Four” per orchestra da camera).

Un classico sempre attuale

Il successo del “Liverpool Oratorio” (1991) e di “Standing Stone” (’97), gli aveva procurato una certa reputazione anche nel campo della musica colta, da lì la spinta ad intraprendere un altro progetto, terminato nel ’99, “Working Classical”, un ciclo di 14 brevi brani, 3 per orchestra, gli altri 11 per quartetto d’archi (con “Ecce Cor Meum” completato nel 2006, il suo periodo “colto” sembrerebbe essersi però concluso, almeno a tutt’oggi), oggetto della trasmissione in onda giovedì 4 marzo.

Riguardo ai 3 brani orchestrali, i più (relativamente) estesi della raccolta, McCartney si avvalse, oltre che dell’aiuto del produttore discografico John Fraser, al fine di garantirgli adeguata coerenza sinfonica, anche dell’apporto, per le orchestrazioni, del compositore e pianista Sir Richard Rodney Bennett (per “Spiral” e “Tuesday”) e del compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra Jonathan Tunick (per “A Leaf”). Fra gli arrangiatori figurano, oltre allo stesso Fraser, Andy Stein, Michael Thomas, Roberto Pansera, in aggiunta agli elementi del Loma Mar Quartet (Krista Bennion Feeney ed Anca Nicolau ai violini, Joanna Hood alla viola e Myron Lutzke al violoncello).

I pezzi per quartetto d’archi, piuttosto brevi quando non addirittura aforistici, creati in precedenza, originano da cerimonie commemorative in onore della defunta prima moglie Linda, tenutesi in America ed in Inghilterra. Costituiscono in pratica un arrangiamento per quartetto d’archi, di 9 canzoni prevalentemente dedicate a Linda (“Junk”, “Warm and Beautiful”, “My Love”, “Maybe I’m Amazed”, “Calico Skies”, “Golden Hearth Girl”, “Somedays”, “She’s My Baby” e “The Lovely Linda”).

Le prime 2 esecuzioni pubbliche di queste musiche si ebbero nel ’98, col Brodsky Quartet a Londra e col Loma Mar Quartet a New York, che ne effettuerà poi l’incisione discografica. E proprio durante le sessioni di registrazione, in segno di ringraziamento per i componenti del quartetto, l’autore aggiungerà un altro paio di brani (“Haymakers” e “Midwife”), portando così il numero totale ad 11.

Il suggestivo “Working Classical” viene proposto nell’incisione uscita nel ’99 per la Emi Classic, col Loma Mar Quartet e l’Orchestra Sinfonica di Londra diretta da Lawrence Foster (per “A Leaf” e “Spiral”) ed Andrea Quinn (per “Tuesday”).

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle ore 24, in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-

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