Ambientato nel 1757, durante la cosiddetta, sanguinosa guerra dei 7 anni in Nord America, tra inglesi e francesi, causando faide e stragi reciproche fra le tribù degli indiani nativi, tratto liberamente dall’omonimo romanzo di James Fenimore Cooper del 1826, “The last of the Mohicans” (“L’ultimo dei Mohicani” – 1992), di Michael Mann, con Daniel Day-Lewis come protagonista, ha avuto una storia un poco tormentata e confusa per quel che riguarda la colonna sonora, almeno a giudicare da quello che apprendo sia navigando in rete, sia leggendo le note informative del disco oggetto della presente puntata.

Inizialmente, il regista chiese al compositore sudafricano Trevor Jones (1949), una partitura prevalentemente per strumenti elettronici, ma man mano che il film subiva progressive modifiche al montaggio per mano dello stesso regista, quest’ultimo decise che era il caso di mutare sia lo stile che l’utilizzo della parte musicale. Il compositore s’affrettò a riadattare le musiche per un organico orchestrale, ritenuto assai più consono all’assetto finale della pellicola, nel poco tempo rimastogli. Quando il compito si rivelò al di sopra della disponibilità di Jones a proseguire nel progetto, il regista e lo studio cinematografico decisero d’ingaggiare un altro compositore, lo statunitense Randy Edelman (1947), per completare il lavoro, nel pieno rispetto dei tempi di lavorazione previsti.

Alla fine ci si è ritrovati, all’incirca, con 48 minuti e mezzo di musica composti da Jones, ed altri 28 minuti e mezzo composti da Edelman in piena autonomia rispetto a Jones, per un totale, approssimativamente, di 77′. Ma alla realizzazione di questa colonna sonora, vanno aggiunti gli apporti del cantautore scozzese Dougie MacLean, autore del tema “The Gael”, tratto dal suo album “The search” del 1990, tema principale suonato dal violino nei brani “The kiss” e “Promontory”; di Phil Cunningham e di Daniel Lanois (quest’ultimo facente parte dei Clannad, la cui canzone, “I will find you”, venne però esclusa dalla nuova registrazione delle musiche per il film, effettuata nel 2000), che fornirono ciascuno alcuni spunti musicali (per ulteriori dettagli rimando a Wikipedia).

Proprio per il fatto d’essere stata realizzata a più mani, la colonna sonora venne esclusa in partenza dagli Oscar. Ma nonostante questa eterogeneità d’apporti, il risultato complessivo è tutt’altro che disomogeneo, mostrando al contrario una robusta, solida struttura sinfonica, confermandosi perciò una piena riuscita.

L’edizione proposta nella puntata di giovedì 30 aprile alle ore 24, è quella registrata il 4 maggio del 2000, alla City Halls di Glasgow, dalla Royal Scottish National Orchestra diretta da Joel McNeely, per la Varèse Sarabande. Mi sfugge peraltro il motivo per cui dei 77′ di musica realizzati complessivamente da Jones ed Edelman (3 soltanto, in questo caso, i brani di quest’ultimo: “Bridge at Lacrosse”, “Garden scene” e “The courier”), ne siano stati incisi soltanto 45′, visto che un cd può tranquillamente contenere fino a 90′ di musica, misteri della scienza e della tecnica… oltre che delle case discografiche!

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle 24, in streaming ed in fm 103.1 mhz!

—- Gabriele Evangelista —-