Un film, nato inizialmente come un rifacimento in chiave western de “I 7 samurai” (1954) di Akira Kurosawa, assunse, col tempo, una propria statura di classico del cinema.

“The magnificent seven” (1960) di John Sturges, s’impose anche grazie ad un’abile sceneggiatura, un azzeccato gruppo d’attori comprendente Yul Brinner, Eli Wallach, Horst Bucholz, Brad Dexter e Steve McQueen, più alcune giovani promesse degli anni a venire come Charles Bronson, Robert Vaughn e James Coburn, senza trascurare le splendide musiche di Elmer Bernstein (1922-2004).

Allievo di Mario Castenuovo-Tedesco, ammiratore di Aaron Copland, che anzi considerava come una sorta di mentore, Bernstein, già noto all’epoca come compositore di musica per il cinema e la televisione, oltre che di brani da concerto, scrisse per il film suddetto una delle sue partiture giustamente più celebri, se non la più celebre in assoluto, che ti s’imprime indelebilmente in testa fin dal notissimo tema d’apertura. Pur tuttavia, in questo lavoro non mancano riferimenti ad altri lavori sinfonici del 20° secolo, in particolare, nel brano “Crossroads”,  vi è una citazione quasi letterale d’un frammento del 2° movimento, “Gioco delle coppie”, dal Concerto per Orchestra (1943) di Béla Bàrtòk. Il tema principale de “I magnifici 7”, a partire dal ’63, venne usato negli Stati Uniti, per alcune pubblicità televisive, come quella per le sigarette Marlboro. Inoltre, un tema simile ma non identico, fu usato per pubblicizzare la birra Victoria Bitter, in Australia. Infine, il tema originale del film fu inserito nella colonna sonora di un titolo della serie di James Bond, “Moonraker” (1979).

La colonna sonora di questo famoso film western, venne registrata ad Hollywood in quello stesso 1960, dalla MGM Studio Orchestra, diretta dall’autore.

Singolarmente, “I magnifici 7”, pur essendo divenuto col tempo un grande classico, ed avendo successivamente generato alcuni seguiti, sia pure di livello sensibilmente inferiore, non venne ben accolto, all’inizio, in patria, soprattutto dalla critica specializzata. Akira Kurosawa, però, ne rimase favorevolmente impressionato, tanto da regalare a John Sturges, una spada da samurai. Fu proprio a causa dell’immediato successo che il film, per contro, ottenne in Europa, che la pellicola venne finalmente rivalutata come meritava, anche in America, venendo selezionata per la conservazione, nel 2013, dal United States National Film Registry della Library of Congress, in quanto “culturalmente, storicamente, ovvero esteticamente, significativa”.

Certo che, stanti i tristissimi tempi in cui viviamo, altro che “I magnifici 7” ci vorrebbero, per sbarazzarci definitivamente dei banditi che attualmente ci malgovernano!

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle 24, in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-