Terzo (e credo, al momento, ultimo) progetto sinfonico di Tony Banks, “Five”, suite formata da 5 brani, è senz’altro un lavoro più ambizioso dei precedenti, sia per l’organico impiegato, orchestra e coro questa volta, con interventi solistici di pianoforte, celesta, cornetta, tromba, sassofono contralto e soprano, duduk (flauto armeno), arpa e percussioni, sia per la stesura della partitura stessa, sia a livello di registrazione discografica che di post-produzione, assai più complessa ed elaborata rispetto alle precedenti, avvalendosi questa volta dell’apporto di Nick Ingman (1948), come orchestratore, arrangiatore e direttore d’orchestra.

All’origine di questa composizione vi è una commissione del Cheltenam Music Festival del 2013, per un brano orchestrale, che originò “Prelude to a Million Years” (titolo iniziale “Arpeggio”), il primo brano di questa ampia suite che si completerà all’inizio del 2017, con i restanti 4 pezzi. Il quarto brano, “Autumn Sonata”, avente come titolo iniziale “New and Old”, è la fusione di un pezzo più recente con un altro scritto assai prima e che era rimasto inutilizzato. Il quinto, “Renaissance”, effettivamente creato per ultimo, ha il pedale grave orchestrale iniziale oltre alla prima melodia, entrambi adattati da una composizione riaffiorata da un vecchio nastro magnetico registrato una ventina d’anni prima, risalente cioè all’epoca in cui l’autore stava cercando di farsi le ossa anche come compositore di colonne sonore. La sezione finale, se non l’intero brano, si rifà esplicitamente agli inizi della sua carriera nell’ambito del rock progressivo.

L’uso del coro misto (senza parole, solo vocalizzi, che mi rimanda a tratti, a Morricone) in 3 dei 5 brani (“Reveille”, “Autumn Sonata” e “Renaissance”) è sostanzialmente di ripieno se non di rinforzo, ai passaggi orchestrali in ‘forte’ e ‘fortissimo’, mentre gli assoli di sassofono sono presenti in “Ebb and Flow” ed in “Renaissance” (in questo brano vi è pure la parte per il flauto armeno), cornetta a pistoni e tromba sono presenti nel 2° e 4° brano. Come nelle precedenti sortite sinfoniche di Tony Banks, nonostante ogni volta si sia avvalso di arrangiatori/orchestratori differenti, il risultato complessivo continua a convincere, forse persino più di prima, per la felicità dell’inventiva melodica (con qualche eco minimalista, stavolta) e per la creazione di atmosfere espressivamente efficaci, unita ad una evidente cinematicità di questa musica, nella quale si avvertono nettamente i trascorsi del suo creatore, come compositore per la settima arte. Splendida colonna sonora per un ipotetico film!

La suite “Five” di Tony Banks, viene proposta nella puntata in onda giovedì 11 febbraio alle ore 24, nella registrazione effettuata dal Coro e dall’Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca diretta da Nick Ingman, con lo stesso Tony Banks al pianoforte e celesta, John Barclay alla tromba e cornetta a pistoni, Martin Robertson al sassofono contralto e soprano oltre che al flauto armeno, Frank Ricotti alle percussioni e Skaila Kanga all’arpa, il tutto registrato dal 22 al 26 marzo 2017, alla CSNO Studio Gallery 1 di Praga (orchestra e coro), nella casa dello stesso Tony Banks (pianoforte e celesta) ed agli Angel Studios di Londra (arpa e percussioni). Missato a “The Farm” a Chiddingfold nel Surrey e masterizzato agli Abbey Road Studios di Londra. Il disco, uscito nel 2018 per la BMG/Sony, è stato ristampato l’anno successivo dalla Naxos Records.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì a mezzanotte, in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-