Produzione ambiziosissima quella della Warner Brothers del 1944, “The adventures of Mark Twain” (“Il pilota del Mississippi”), filmone biografico-educativo-celebrativo sulle gesta del celebre scrittore, con la regia di Irving Rapper e Fredrich March nella parte del protagonista. Ma, nonostante l’imprimatur della figlia di Mark Twain (pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens) riguardo la realizzazione della sceneggiatura, l’ampio strombazzamento pubblicitario e la triade di candidature all’Oscar l’anno successivo, il riscontro di pubblico e critica fu invero assai tiepido, quando non addirittura negativo, e la pellicola cadde presto nel dimenticatoio (un altro film col medesimo titolo uscì nell’85), stante il suo tono bozzettistico e piattamente agiografico.

Come in altri casi, l’unico elemento autenticamente di spicco è costituito dalla musica, ennesimo capolavoro di quel prolifico geniaccio viennese di Max Steiner (1888-1971), oggetto della presente puntata. Una partitura rutilante, per coro ed orchestra, grandiosa, “americana” nel più puro stile “a stelle e strisce” pur essendo composta da un europeo (ma mi viene in mente che, nell’America del tardo ‘800, per un certo periodo, il più “americano” dei compositori si rivelò il praghese Antonin Dvoràk), partitura che, almeno nella sua settantina di minuti e 29 numeri complessivi (estratti per il disco dai quasi 100’ originari), regge benissimo anche al solo ascolto, non meritando certo la stessa sorte del relativo film.

E siccome il viziaccio della rete è quello di fornire notizie sui film, ma poco o nulla sulle relative musiche, salvo eccezioni, concentriamo la nostra attenzione su queste ultime, tanto più che, nel presente caso, lo meritano in percentuale assai maggiore. L’orchestrazione, in questa musica, è particolarmente complessa, richiedendo, in aggiunta ad un’ampliata compagine da studio cinematografico (con organo!) e ad un coro misto che però compare soltanto verso la fine, anche una serie di strumenti derivati dalla tradizione popolare, come banjo, chitarra e chitarra hawaiiana a lame (nel corso dei brani di cui si compone questa colonna sonora, difatti, si fa largo e sapiente uso di inni e canzoni popolari, tra cui anche “Rule Britannia”, tratto dall’opera “Alfred” di Thomas Arne), ma c’è pure un “fischiatore”, alla faccia di Morricone! Siccome l’orchestratore abituale di Steiner, Hugo Friedhofer, non era disponibile, ci si rivolse per questa circostanza a Bernhard Kaun, con il quale lo stesso Steiner aveva già lavorato negli anni ’30, sia alla RKO che col produttore David Oliver Selznick.

Ennesimo meritorio recupero del tandem John Morgan / William T. Stromberg, che ne aveva già inciso una selezione (13 numeri) con il complesso corale-orchestrale della Filarmonica di Brandeburgo, nella seconda metà degli anni ’90 per la RCA, in una bella collana dedicata a questo genere musicale, iniziata ad uscire nel ’95, in occasione della ricorrenza del centenario della nascita del cinema, purtroppo poi scomparsa dalla circolazione, viene proposta in questa sede nell’assai più estesa selezione (non comprendente quindi l’ouverture che precede l’inizio del film vero e proprio, in quanto semplice miscellanea dei temi principali, anche se a me personalmente non sarebbe dispiaciuto affatto se l’avessero inclusa e difatti ho integrato l’ascolto pescandola da youtube) registrata col Coro e l’Orchestra Sinfonica di Mosca nel febbraio 2003, presso gli studi della Mosfilm, per la Naxos Records.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle ore 24 in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-