Oggi, lunedì 7 dicembre, alle ore 18.30, per la sezione seminari il Festival La Violenza Illustrata presenta un nuovo appuntamento intitolato “Violenza contro le donne e violenza omolesbotransfobica: due facce della stessa medaglia?”. L’incontro è incentrato sul nesso tra le due forme di violenza e mira a focalizzare somiglianze e differenze tra la violenza su base di genere e quella su base di orientamento sessuale. L’evento, a cura di Csge – Centro studi sul genere e l’educazione, Dipartimento di Scienze dell’Educazione Università di Bologna, Casa delle donne, si terrà online su Teams e sarà moderato da Rossella Ghigi, Prof.ssa Associata in Sociologia, Università di Bologna.

Il seminario si svilupperà come una tavola rotonda con gli autori di tre nuovi testi aventi a tema il genere, l’orientamento sessuale, e l’atteggiamento omofobico. Le pubblicazioni in questione sono,
rispettivamente: Fai l’Uomo! Come l’eterosessualità produce le maschilità, di Vulca Fidolini, edito da Meltemi nel 2019; Le differenze di sesso, genere e orientamento. Buone pratiche per l’inclusione, di Margherita Graglia, edito da Carocci nel 2019 e Raccontare l’omofobia in Italia. Genesi e sviluppi di una parola chiave, di Luca Trappolin e Paolo Gusmeroli, edito da Rosenberg & Sellier nel 2019.

Ddl Zan: contro la violenza per motivi di orientamento sessuale e identità di genere

Il seminario di oggi illustrerà la questione della connessione tra femminismo e lotta contro l’omolesbotransfobia, che il dibattito intorno al ddl Zan ha recentemente riaperto.
Il Disegno di Legge Zan mira al contrasto all’omolesbobitransfobia, alla misoginia e all’abilismo, proponendo delle modifiche del codice penale in materia di violenza e discriminazione per motivi di
orientamento sessuale o identità di genere. La psicologa e psicoterapeuta Margherita Graglia, intervistata ai nostri microfoni, ci ha parlato della rilevanza sociale di tale provvedimento e della diffusione e gravità della violenza nei confronti delle persone LGBT(QIA+), comprovata dai dati della ricerca da lei sottoposta alla Camera dei Deputati durante il dibattito che ha preceduto l’approvazione della legge. Se, con l’approvazione al Senato, la proposta diventerà legge, andrà a colmare un vuoto che rende l’Italia un paese europeo con un basso indice di inclusione (dati ILGA).Il ddl Zan permette di tracciare una connessione tra quelle che sono le violenze nei confronti delle persone lgbt e l’odio nei confronti delle donne. La misoginia e l’omolesbobitransnegatività infatti,ha spiegato la Dottoressa Graglia, sono due fenomeni che hanno radici nella costruzione culturale del genere, che interpreta femminilità e mascolinità come due categorie dicotomiche e gerarchizzate in cui la prima è concepita come subordinata alla seconda.
Questa costruzione di genere si rende evidente nell’idea di possesso implicata nel femminicidio e nella diffusa incapacità maschile di elaborare certe emozioni, considerate “femminili”, che fa esprimere la fragilità con la rabbia, ma che anche si manifesta – ed è questo il nesso sul quale il seminario si muoverà – nella considerazione dell’omosessualità come una negazione della mascolinità.
A partire dai lavori di Margherita Graglia, Vulca Fidolini, Professore Associato in Sociologia all’Université de Lorraine e Luca Trappolin, Ricercatore di Sociologia dell’Università di Padova, l’incontro di oggi proporrà una riflessione sulla rilevanza della socializzazione al genere, comune ai problemi di violenza contro le donne e violenza omolesbotransfobica.

Marialuisa Fiori

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARGHERITA GRAGLIA:

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