Tantissimi dischi storici (italiani e non) raggiungeranno quest’anno un anniversario a cifra tonda. Ne abbiamo selezionati cinque assolutamente imperdibili.

I cinque anniversari discografici fondamentali del 2023

1. The Beatles: Please Please Me/With The Beatles (1963)

Non potevamo non partire dai Fab Four, che quest’anno festeggiano sessant’anni dalla pubblicazione dei loro primi due album: Please Please Me e With the Beatles. Tantissime le tracce che questi dischi hanno consegnato alla storia della musica: Love Me Do, I Saw Her Standing There, Twist and Shout (una cover dei Top Notes, ma che spesso è scambiata per un pezzo originale del quartetto di Liverpool), All My Loving e I Wanna Be Your Man (“prestata” anche ai Rolling Stones), fra le altre. Inoltre, quest’anno compirà cinquant’anni anche l’album probabilmente più riuscito di Paul McCartney solista, Band on the Run, registrato mezzo secolo fa con il suo gruppo dell’epoca, gli Wings.

2. Pink Floyd: The Dark Side of the Moon (1973)

È il terzo disco più venduto di sempre (si stimano circa 50 milioni di copie) e staziona permanentemente nelle classifiche dei vinili più acquistati (in quella italiana le settimane di permanenza ininterrotta sono ottantotto). Basterebbe questo per dare un’idea dell’eredità lasciata da The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, pubblicato esattamente cinquant’anni fa. I pezzi simbolo del disco come Time, The Great Gig in the Sky, Money, Us and Them e la celeberrima copertina con il prisma di Newton fanno rientrare il lavoro di Roger Waters e compagni nella ristrettissima schiera delle pietre miliari del rock. Il bassista suonerà tra l’altro il prossimo aprile all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno.

3. Vasco Rossi: Bollicine (1983) e Gli spari sopra (1993)

Ci spostiamo in Italia per ricordare un artista che sarà grande protagonista il prossimo giugno di quattro concerti già sold out allo stadio Dall’Ara e che quest’anno festeggia ben due anniversari: Vasco Rossi celebra infatti i quarant’anni di quello che è stato definito il migliore disco italiano di sempre da Rolling Stone Italia, ovvero Bollicine (che contiene, oltre alla traccia omonima, anche Una canzone per te, Portatemi Dio e Vita spericolata), e i trent’anni de Gli spari sopra, che in poco più di un anno dalla sua pubblicazione riuscì a conquistare ben dieci dischi di platino, equivalenti ad un milione di copie vendute. Vale la pena ricordare, fra i tredici pezzi che fanno parte dell’album, la title track (che prende in prestito la musica da Celebrate degli An Emotional Fish), Vivere (canzone manifesto di Vasco scritta con Massimo Riva), …Stupendo e Delusa.

4. U2: War e Under a Blood Red Sky (1983)

Il 1983 è stato l’anno della consacrazione degli U2, iniziato con la pubblicazione di War, il loro terzo disco e il primo di argomento marcatamente politico, che tocca temi come la questione irlandese (Sunday Bloody Sunday) o la situazione polacca e il movimento Solidarność (New Year’s Day). Uscito a febbraio, fu il primo album della band a giungere in vetta alle classifiche inglesi, riuscendo a scalzare dalla prima posizione un mostro sacro come Thriller di Michael Jackson (il disco più venduto di sempre).

La tournée che seguì, grazie anche alle esibizioni piene di grinta e di energia, fruttò al gruppo il primo video di un concerto, registrato a giugno tra la nebbia dell’anfiteatro di Red Rocks nelle montagne di Denver, in Colorado, e il primo disco dal vivo, Under a Blood Red Sky (un verso ripreso dalla canzone New Year’s Day), contenente materiale preso da tre spettacoli differenti svoltisi quell’anno in Germania e negli Stati Uniti.

I due dischi segnarono la conclusione del primo periodo musicale del gruppo, quello più vicino alle sonorità punk-rock, e la virata verso composizioni più introspettive e musicalmente complesse, grazie anche all’arrivo del produttore Brian Eno dietro al banco mixer.

5. The Police: Synchronicity (1983)

L’ultima scelta che vi proponiamo è un disco “di congedo”. I Police, infatti, si sciolsero poco dopo la pubblicazione di Synchronicity, il loro quinto album uscito ormai quarant’anni fa. Il lavoro abbandona le influenze reggae che erano state il marchio di fabbrica delle prime produzioni del trio, preferendo un mix fra il pop e la sperimentazione che aveva caratterizzato i due dischi precedenti della formazione inglese, e contiene brani del calibro di Every Breath You Take, King of Pain e Wrapped Around Your Finger. È probabilmente il lavoro più maturo del gruppo: la stesura dei testi è stata influenzata anche dalla teoria della sincronicità di Jung. Il disco è un fermoimmagine dell’ultima fase della crisi interna della band, evidenziata dal dominio in fase compositiva di Sting. Per evitare che le discussioni degenerassero eccessivamente, i tre membri registrarono le proprie parti in stanze separate degli studi di registrazione.

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