Storia: le ricorrenze dell’estate 2020

Con i consigli di lettura di sabato 27 giugno Vanloon, la vostra mezz’ora di storia del sabato pomeriggio è giunta alla fine della stagione, un po’ a malincuore perché tanti sono gli argomenti e tante le date del nostro calendario civile che cadono quando non saremo in onda e cui avremmo dedicato volentieri una puntata. Per cercare di recuperare vi segnaliamo qualche anniversario, accompagnandolo con qualche libro per approfondire.

26 giugno 1920: La rivolta dei bersaglieri ad Ancona

I bersaglieri dell’11 reggimento di stanza alla Caserma Villarey di Ancona, temendo di essere destinati a far parte delle manovre per l’occupazione dell’Albania, insorgono e danno il via ad una sommossa che infiamma Marche e Romagna, riaccendendo il sogno rivoluzionario della Settimana rossa del 1914. Il proletariato scende in strada scandendo i versi di Spartacus Picenus «Soldato proletario che parti per Valona/ non ti scordar del popolo d’Ancona/ che volle col suo sangue la tua liberazione».

Da leggere: Ruggero Giacomini, La rivolta dei bersaglieri e le Giornate Rosse – I moti di Ancona dell’estate del 1920 e l’indipendenza dell’Albania, Assemblea legislativa delle Marche, 2010.

30 giugno 1960:nasce la Repubblica democratica del Congo

Il Congo è il paese africano che probabilmente meglio racconta il significato, la violenza e gli effetti del colonialismo europeo: un territorio sconfinato e ricco di risorse, meta delle prime grandi esplorazioni, possedimento personale di Leopoldo II re del Belgio, che si permette di “regalarlo” al suo paese dopo aver causato un genocidio e una carestia nell’epoca della corsa alla gomma. Il Congo ottenne la propria indipendenza nel 1960 sotto la guida di Patrice Lumumba, primo presidente e grande leader africano che nel giro di qualche mese viene condannato a morte dopo un colpo di stato orchestrato da Belgio e Sudafrica.

Da leggere: David van Reybrouck, Congo, Feltrinelli, 2010.

La rivolta delle magliette a strisce: a Genova inizia il Luglio del ‘60

Al grido di “il congresso fascista a Genova non si farà”, il 30 giugno scoppia nel capoluogo ligure una violenta protesta contro il raduno del Movimento sociale italiano. La discesa in piazza dei ragazzi è il segno di una nuova presa di parola da parte dei giovani e della coscienza antifascista italiana che si indigna per i tentativi di accordo fra il democristiano Fernando Tambroni e il partito neofascista. Il luglio dei ragazzi con le magliette a strisce si chiude con i morti di Reggio Emilia: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli.

Da leggere: Mimmo Franzinelli e Alessandro Giacone, 1960. L’Italia sull’orlo della guerra civile, Mondadori, 202: Gianni Carino, I ragazzi con le magliette a strisce. Reggio Emilia, luglio 1960, Ediesse, 2007;Giancarlo Scarpari, Il sole contro. 7 luglio 1960, Reggio Emilia, Bébert Edizioni, 2015.

Luglio 1970: La rivolta di Reggio Calabria

Nell’Italia del lungo Sessantotto esplode a Reggio Calabria un moto campanilista sulla contesa del capoluogo di regione con Catanzaro la cui guida viene presto presa dall’estrema destra: è il movimento dei “boia chi molla!”, in cui organizzazioni fasciste fanno tesoro del malcontento e della povertà dell’Italia meridionale. Da queste giornate di scontri e violenze si dipanano dei fili che andranno ad intrecciarsi nella Strategia della tensione e nei tanti misteri d’Italia.

Da leggere: Luigi Ambrosi, La Rivolta di Reggio. Storia di territori, violenza e populismo nel 1970, Rubbettino, 2009: Fabio Cuzzola, Cinque anarchici del Sud. Una storia negata, Città del Sole Edizioni, 2001;Lou Palanca, A schema libero, Rubbettino, 2017 di cui potete ascoltare anche una nostra puntata.

13 luglio 1920 L’incendio del Narodni Dom

Nei nuovi territori della Venezia Giulia nel 1919 i Fasci di combattimento aveva assunto una dimensione di massa, facendosi rappresentanti dell’eredità dell’irredentismo e del diffuso sentimento antislavo della comunità italiana. Frustrati dalla “vittoria mutilata” e dal fallimento dell’impresa di Fiume, i fascisti giuliani iniziano a rivendicare una vera e propria pulizia etnica inaugurando una politica di terrore nei confronti della numerosa comunità slovena e croata di Trieste. Il 13 luglio le camicie nere, protette dalle forze dell’ordine, approfittano di una baruffa di piazza assaltano e danno alle fiamme il Balkan Hotel e il Narodni dom(la casa del popolo), due luoghi simbolo della comunità slovena. Si inaugura così una politica di violenza che avrebbe devastato tutto il paese.

Da leggere: rari sono i testi in lingua italiana che raccontano il fascismo con lo sguardo delle minoranze etniche, per cui irrinunciabile è la raccolta di racconti dello scrittore triestino italo sloveno Boris Pahor, Il rogo nel porto, Zandonai editore 2008.

2 agosto 1990, scoppia la (seconda) guerra del Golfo.

Il golfo Persico/Arabo è un’area di rilievo globale con un enorme patrimonio di idrocarburi, determinanti nei conflitti della regione: la guerra Iran-Iraq (o prima guerra del Golfo), tra il 1980 e il 1988, cui seguì quasi immediatamente la (seconda) guerra del Golfo. Dopo la prima guerra del Golfo, Saddam Hussein era alle prese con la permanente minaccia della secessione curda e della rivolta sciita e nel frattempo rivendicava al vicino Kuwait la cessione di due isole, Warba e Bubiyan, per allargare il suo sbocco al mare presso la foce dello Shatt al-Arab. Il Kuwait subì l’invasione irachena senza possibilità di resistenza e per la prima volta in Medio Oriente intervegono gli USA, come leader di una eterogenea coalizione antiirachena, comprendente potenze occidentali e Stati arabi come Arabia Saudita ed Egitto. La seconda guerra del Golfo fu la prima “guerra in diretta TV”.

Da leggere: Massimo Campanini, Storia del Medio Oriente contemporaneo, Il Mulino, 2014