La proprietà dello stabile di via della Cooperazione, sede del Laboratorio Crash, intima agli occupanti di andarsene entro 10 giorni, pena la richiesta di intervento delle forze dell’ordine. Gli attivisti rispondono: “Non succederà e se ci provano scateneremo la rabbia”.

Rischia di tornare a salire la tensione attorno agli spazi occupati bolognesi. Dopo i numerosi sgomberi delle occupazioni abitative negli ultimi mesi e la minaccia di sgombero di Làbas, ora a rischiare è il Laboratorio Crash di via della Cooperazione, occupato nel 2009.
Agli attivisti, che a differenza delle altre realtà occupano uno spazio privato, è arrivato un ultimatum proprio dalla proprietà in cui, in sostanza, li si invita ad abbandonare i locali entro dieci giorni, pena la richiesta di intervento delle forze dell’ordine.

Lo spazio – di proprietà di Prelios, che gli attivisti definiscono uno dei soggetti della speculazione – è da tempo inserito nella lista degli immobili su cui un pende un provvedimento di sequestro della magistratura e in passato è stato oggetto di un procedimento penale, per il quale furono tutti assolti i vecchi occupanti. Su questo fanno leva gli attivisti, che ironizzano: “a chi recapiteranno lo sfratto, visto che i compagni sono stati assolti?”.

Nessuna paura da via della Cooperazione, dunque, al punto che, dai nostri microfoni, Fulvio di Crash pronostica: “Fra 10 giorni non ci sarà alcuno sgombero e, se ci proveranno, scateneremo tutta la nostra rabbia e la nostra determinazione“.
Nel frattempo, però, il Laboratorio ha già consultato gli avvocati per capire come muoversi e ribadisce che per lungo tempo la proprietà non ha mostrato alcun interesse per lo spazio. Bisognerà dunque vedere se l’accelerazione attuale è reale o fittizia.

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