In occasione di un nuovo approfondimento circa le attività e le iniziative perseguite da UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Nicola Gabella racconta le modalità e gli obiettivi del crowdfunding TiriAMOci su, e due ragazzi volontari, Matteo e Tarek, riflettono sulla loro esperienza nel gruppo.

Sostegno psicologico e attività di volontariato nell’universo di UILDM

Il vicepresidente di UILDM, Nicola Gabella, ai nostri microfoni ci ricorda che il crowdfunding TiriAMOci su continua a essere attivo fino al 7 luglio.
La campagna è stata lanciata per sostenere uno dei progetti del gruppo, quello di assicurare sostegno psicologico alle persone affette da questo tipo di patologie, e ai loro familiari. Visto il lungo anno difficile, che ha impedito di organizzare eventi di raccolta fondi, Nicola Gabella ci spiega come questa occasione sia importante per l’associazione, e di come ogni donazione sia utile per raggiungere questo obiettivo.

Inoltre presso la sede di UILDM, in Via San Leonardo 24, sarà applicato un “pannello del grazie”, dove chiunque vi passerà per sostenere l’associazione, potrà lasciare una firma su questo pannello: l’obiettivo è creare una comunità coesa intorno all’universo UILDM, e dar vita a momenti di incontro, facendo conoscere sempre più l’associazione con i suoi obiettivi.

ASCOLTA L’INTERVISTA A NICOLA GABELLA:

Ai nostri microfoni hanno raccontato della loro esperienza di volontari presso l’associazione UILDM, anche due giovani ragazzi, Matteo e Tarek, che hanno iniziato a collaborare nel progetto di servizio di volontariato.
Ancora ai primi passi, Matteo e Tarek hanno iniziato questo percorso il 25 maggio, e ci raccontano di come per ora stiano per lo più frequentando corsi di formazione, avvicinandosi pian piano all’assistenza completa.
I due ragazzi, spinti al volontariato presso UILDM per motivi personali e per una loro sensibilità individuale, riflettono su come questa esperienza sia importante e molto arricchente, nonostante ci si trovi di fronte a situazioni delicate e complesse, perché permette di mettersi nei panni degli altri, e capire come tante cose che noi diamo per scontate, non si rivelano essere così per qualcuno. Matteo ci racconta di come, ad esempio, dar da bere un bicchiere d’acqua richieda molta attenzione e anche propensione verso l’altro, perché bisogna capire quanta acqua l’altra persona vuole, come versarla: l’esperienza di volontariato alla UILDM apre verso nuove prospettive, e come ci ricordano i ragazzi, da la possibilità di capire che «non ci sei tu, ma ci sei tu in funzione di qualcun altro».

ASCOLTA L’INTERVISTA A MATTEO E TAREK:

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