Dopo 323 giorni di sciopero della fame Ibrahim Gökçek è morto. Il bassista di Grup Yorum, la popolarissima band turca, si è spento a causa delle condizioni di salute derivate dalla forma di protesta radicale contro la censura e gli ostacoli che le autorità turche hanno adottato nei confronti del gruppo musicale. Grup Yorum è infatti una band attiva da oltre 35 anni e fa musica politica, narrando degli ultimi e rappresentando un’icona della resistenza e della lotta per la giustizia sociale.

Turchia, Ibrahim Gökçek e la battaglia radicale

“Nei suoi 35 anni di attività non è la prima volta che Grup Yorum incappa nella censura e negli ostacoli – racconta ai nostri microfoni il giornalista turco Murat Cinar – Negli ultimi quattro anni le cose sono peggiorate per molti artisti e intellettuali, che sono stati arrestati, poi scarcerati e Ibrahim, insieme agli altri componenti della band, è stato inserito nella lista grigia dei ricercati dal ministro degli Interni”.

È proprio dal carcere che Ibrahim ha cominciato lo sciopero della fame, che man mano che passavano i giorni è diventato uno “sciopero della morte”. Assieme a lui la compagna Helin Bölek, che è morta la settimana scorsa.
Quando le sue condizioni di salute si sono aggravate, le autorità hanno disposto la sua scarcerazione per il ricovero in ospedale, dove è morto ieri. Lo scorso 5 maggio lo Ibrahim aveva sospeso lo sciopero della fame perché aveva ottenuto una vittoria politica: il tribunale di Istanbul aveva accolto la richiesta della band di poter tornare ad esibirsi. Il suo stato di salute, però, era già troppo compromesso.

Il successo di pubblico e il racconto degli ultimi

“Grup Yorum ha venduto milioni di dischi – osserva Cinar – Le esibizioni erano sempre partecipatissime, ad ogni grande manifestazione che si teneva venivano chiamati a suonare, hanno riempito stadi e piazze con quasi un milione di spettatori”.
Da tempo, però, tutte le prefetture turche annullavano i concerti e impedivano di fatto alla band di esibirsi, così come il centro culturale in cui facevano le prove e registravano è stato oggetto di numerosi attacchi della polizia.

“Il gruppo è nato sotto la dittatura dei colonnelli negli anni Ottanta e tutti i governi, non solo quello attuale, hanno avuto paura di Grup Yorum perché rappresentava uno spirito critico e coerente – continua il giornalista turco – Le loro canzoni parlano dei minatori costretti a lavorare per quattro soldi senza assicurazione, degli studenti universitari che venivano malmenati dalla polizia durante le proteste contro l’aumento delle tasse, degli operai in sciopero contro la privatizzazione selvaggia, degli accademici, dei professori, dei musicisti di altri scioperanti della fame”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MURAT CINAR: